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30 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:46
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IL DELITTO

Resta in carcere la coppia accusata dell'omicidio di Giuseppe Florio, ucciso e avvolto in lenzuola a Castiglione di Sicilia

Il Gip di Messina ha convalidato il fermo di Giuseppa Carmela Bianchino e Gaetano Urfalino, Scarcerata la donna indagata per occultamento di cadavere

30 Aprile 2026, 17:24

17:32

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Resta in carcere la coppia accusata di avere ucciso a Taormina (Messina) Giuseppe Florio, 66 anni, vedovo e incensurato, e di avere poi avvolto il corpo in lenzuola e sacchi di plastica per abbandonarlo nelle campagne di Castiglione di Sicilia (Catania), dove è stato rinvenuto da un passante.

Il Gip di Messina, accogliendo la richiesta della Procura guidata da Antonio D’Amato, ha convalidato il fermo di Giuseppa Carmela Bianchino, 50 anni, di Taormina, e di Gaetano Urfalino, 39, pregiudicato originario di Palagonia (Catania), indagati per omicidio e occultamento di cadavere, disponendo la custodia cautelare in carcere.

È stata invece rimessa in libertà la terza persona inizialmente fermata, una 53enne originaria di Sesto San Giovanni, indagata per occultamento di cadavere.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Messina e Catania, Florio sarebbe stato ucciso a colpi di martello e con coltellate all’interno di un’abitazione che “era solito frequentare”: un alloggio di edilizia popolare nel rione Trappeto di Taormina, dove, stando agli accertamenti, l’uomo cercava compagnia per alleviare la solitudine.

A compiere l’omicidio, secondo la ricostruzione delle Procure di Catania e Messina, sarebbero stati Bianchino e Urfalino.

All’origine della violenza, sempre secondo l’accusa, ci sarebbe la contestazione della vittima, che si sarebbe accorta di prelievi dal proprio conto tramite il bancomat smarrito da alcune settimane, e la successiva richiesta di restituzione del denaro.

Nel tentativo di depistare le indagini e inquinare le prove, il cadavere sarebbe stato avvolto in lenzuola e sacchi di plastica e trasferito nelle campagne di Castiglione di Sicilia.

Il trasporto, compresa la collocazione della salma nel cofano di un’auto, è stato ripreso da telecamere di videosorveglianza: la visione dei filmati ha impresso una svolta decisiva alle attività investigative dei carabinieri dei comandi provinciali di Catania e Messina.