Caltagirone
«Alberi tagliati e ascensori inutilizzabili all'ospedale»
Un componente del tribunale dei diritti del malato ha presentato una denuncia alla procura della Repubblica
L’abbattimento di alberi (esemplari di pino domestico e di pino d’Aleppo, anche secolari), avvenuto all’interno dell’area dell’ospedale “Gravina”, ma anche il fermo contemporaneo di cinque ascensori nello stesso nosocomio, sono al centro della denuncia presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone dal componente del Tribunale dei diritti del Malato, Francesco Di Masi.
Accuse, le sue, che chiamano in causa l’Asp di Catania. Sul taglio degli alberi - argomento, questo, su cui lo stesso aveva già preso posizione e su cui si era registrato pure il deciso j’accuse di Legambiente - Di Masi si chiede se esso sia avvenuto in presenza delle necessarie autorizzazioni, stigmatizza “la desolazione e il vuoto ambientale venutisi a creare, con una trasformazione radicale e negativa del paesaggio ospedaliero”, e ventila dubbi sulla necessità dell’abbattimento.
Quanto al perdurante stop al funzionamento di 5 ascensori, Di Masi lamenta che ciò determina “condizioni di difficile accessibilità per le persone con disabilità, compromettendo l’effettiva uguaglianza nell’accesso alle cure”, ragion per cui l’immagine di un ascensore inutilizzabile e abbandonato assume un valore emblematico, diventando simbolo di un diritto che rischia di restare marginale.
Nessuna risposta ufficiale da parte dell’Asp etnea, ma da fonti ospedaliere si apprende che è in corso un piano di adeguamento delle porte di alcuni ascensori alle norme antincendio.
Quanto, invece, al taglio degli alberi, che ha suscitato non poche polemiche, esso, sempre secondo le fonti in questione, è stato eseguito dopo le necessarie valutazioni tecniche, nel rispetto delle norme e per garantire la sicurezza di persone e cose. Le attività rientrerebbero, pertanto, nella normale programmazione manutentiva della struttura. In cantiere interventi di valorizzazione delle aree a verde.