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infrastrutture

Anche la Camera dice «sì» all’ampliamento del Porto di Catania

E' stato dato parere positivo all’estensione sulla Scogliera D’Armisi

01 Maggio 2026, 07:00

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Anche la Camera dice «sì» all’ampliamento del Porto di Catania

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Camera dei deputati ha dato parere favorevole al Decreto del Presidente della Repubblica che modifica i limiti territoriali della circoscrizione dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale nel porto di Catania. E adesso l'atto potrà essere emanato.

Questo consentirà di estendere l'area di competenza del porto del capoluogo più a nord di alcune centinaia di metri, precisamente fino a ridosso della stazione ferroviaria, a poche decine di metri dalla scogliera lavica "D'Armisi". Sul tratto di costa che adesso ricadrà dentro l'area del porto, come previsto dal nuovo piano regolatore portuale si realizzerà un approdo turistico destinato, specificamente, ai grandi yacht turistici. Un piano su cui pendono tre ricorsi al Tar presentati da varie associazioni, per i quali ci saranno le udienze nel mese di giugno. E tra le contestazioni, oltre alle questioni naturalistiche inerenti la scogliera e la foce del fiume Acquicella, c'è anche la consistenza numerica della modifica. Prima di tutto si contestano «1,5 milioni di metri cubi di nuovo cemento con previsioni di edifici alti fino a 24 metri». E poi quanto contenuto nella relazione che accompagna l'atto appena approvato della modifica del perimetro verso nord della "circoscrizione portuale": è indicata in 150 metri, mentre per le associazioni che lo contestano - Osservatorio politiche urbane e territoriali, Lipu, Wwf, Sunia, Volerelaluna - si parla di almeno 700 metri.

L'approvazione delle Commissioni Trasporti e Bilancio è arrivata il 29 aprile, ovvero 24 ore prima della scadenza dell'iter per l'atto, ed era stata preceduta da un analogo parere del Senato a metà aprile. Ieri inoltre il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che ha proposto il Dpr, ha anche nominato Francesco Di Sarcina, presidente dell'Autorità portuale della Sicilia orientale, come commissario straordinario per sessanta giorni. Un atto, scrive il ministero, che «consente di assicurare una gestione ordinata e senza interruzioni delle attività in corso, valorizzando il lavoro già avviato e mantenendo un presidio stabile sui principali dossier strategici per lo sviluppo dei porti e dei territori di riferimento». Ed adottato, quindi, per consentire all'iter del piano regolatore di «andare in porto» senza scossoni.