la storia
Una palazzina confiscata diventa Ri@Generazione@Cura: ecco come cambia volto un edificio a Trapani
Un centro diurno polifunzionale da 750 mila euro con orto inclusivo, terapie e servizi per anziani
Una palazzina, rimasta non completata, confiscata nell'ambito della normativa antimafia all'imprenditore edile Vito Tarantolo, che adesso diventerà un centro diurno per anziani. Sulla strada del riuso sociale dei beni confiscati quindi si continuano a muovere importanti passi. I primi vennero compiuti a Trapani dall'allora prefetto Fulvio Sodano che tra il 2001 e il 2003 tolse le abitazioni confiscate che restavano nel possesso dei mafiosi, come nel caso della palazzina dove continuavano ad abitare i familiari del capo mafia Vincenzo Virga, oggi all'ergastolo anche per l'omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno e ancora per la strage mafiosa di Pizzolungo del 2 aprile 1985, dove morì, spazzata via dal tritolo mafioso, una intera famiglia: Barbara Rizzo di 30 anni ed i suoi gemellini di sei anni, Giuseppe e Salvatore Asta. Il nome dell'imprenditore Tarantolo compare da anni negli atti giudiziari, indicato tra gli imprenditori che avrebbero fatto parte del tavolino di spartizione degli appalti tra gli anni '80 e '90.
Il Comune di Trapani, al quale il bene è stato assegnato, come capofila del distretto socio sanitario 50, assieme ai Comuni di Erice, Paceco e Valderice, ha ottenuto un finanziamento di 750 mila euro per recuperare la palazzina, che si trova nella zona compresa tra lo Stadio provinciale e la Caserma dell'Esercito, in via Giuseppe Romano, al fine anche di adeguarla ad ospitare un centro diurno polifunzionale per le persone anziane. Il progetto è firmato dall'Utc del Comune di Trapani, ing. Orazio Amenta e la descrizione organizzativa è stata cura del Ds 50, sottoscritto dalla dottoressa Marilena Cricchio. Il finanziamento è stato concesso nell'ambito del PO Fesr 2021/2027, dal dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali. Il progetto presentato dal sindaco Giacomo Tranchida è incluso tra i 28 progetti ammessi a finanziamento in tutta la Regione.
Un progetto che una volta realizzato consegnerà al tessuto sociale dell'hinterland trapanese una struttura a servizio delle fasce più deboli. L'edificio verrà attrezzato e adeguato all'accoglienza: gli utenti non solo troveranno aree e zone attrezzate ma anche personale medico qualificato sotto le più diverse specifiche professionalità. Si va verso un nuovo traguardo da attribuire al Ds 50 e alla squadra dei tecnici del Comune di Trapani.
Tra le particolarità la creazione di un orto inclusivo, una serra creata a piano terra, una sorta di giardino d'inverno, un laboratorio domestico e una cucina terapeutica, sale di informatica e di musicoterapia, palestra e beauty farm. Previsti allestimenti per garantire recuperi neuromotori e cognitivi. Ci saranno anche sale per cineforum e auditorium e previsti ambienti per attività spirituali e religiose. Il centro diurno polivalente si chiamerà Ri@Generazione@Cura. L'accoglienza è finalizzata a far accedere almeno 50 persone al giorno, fino a un massimo di 70, e vi lavoreranno almeno 12 persone distinte per qualifiche, tra i quali psicologi, pedagogisti, infermieri, fisioterapisti ed altri. Sarà operativo per almeno 10 ore quotidiane.
Il centro diurno polifunzionale “RI@GENERAZIONE@CURA” è un servizio socio assistenziale a ciclo semi-residenziale a carattere diurno, con rientro alla sera nella propria abitazione, per persone ultra-sessantacinquenni a rischio perdita della salute o parzialmente non autosufficienti, con un carico assistenziale medio–basso, con funzioni di recupero e mantenimento delle abilità necessarie alla gestione domiciliare della persona e funzioni di socializzazione. L'idea progettuale verte su un modello di intervento multidisciplinare che mira a rafforzare l'appropriatezza e l'efficienza delle cure attraverso l'interazione tra l'anziano e un team assistenziale adeguato alle diverse esigenze. Il Centro svolgerà anche un'attività di sostegno alle famiglie integrando l'assistenza e la cura già attivata dai familiari per il mantenimento delle capacità residue della persona anziana, avendo come scopo quello di mantenere il più a lungo possibile la stessa nel suo ambiente di vita. Gli utenti pagheranno delle rette a seconda del proprio reddito. Ovviamente i senza reddito saranno posti a carico del servizio pubblico.