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In città

«Fine all’era dell’impunità» anche a Catania si solleva la protesta per la Flotilla

La manifestazione per l'assalto della marina israeliana alla Global Sumud Flotilla: arresti, comunicazioni interrotte e appello per tutela diplomatica

01 Maggio 2026, 11:39

11:41

«Fine all’era dell’impunità» anche a Catania si solleva la protesta per la Flotilla

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Anche a Catania, come in tutta Italia e non solo, la “flotilla di terra” è scesa in strada, a piazza Stesicoro/Gaza, per protestare contro l’ennesimo atto di pirateria internazionale del governo israeliano la cui Marina militare, nella notte di ieri, in acque greche, ha assaltato le barche della Global Sumud Flotilla che portano cibo e giocattoli per i palestinesi di Gaza ancora sotto assedio e ridotti alla fame nonostante la cosiddetta “tregua”. Una missione umanitaria protetta dal diritto marittimo internazionale e condotta da persone disarmate.

Le comunicazioni sono state interrotte ed è impossibile parlare con gli equipaggi. Nell’ultimo messaggio inviato si legge che gli assalitori hanno puntato laser e armi semiautomatiche contro i partecipanti e hanno ingiunto loro di andare a prua e mettersi a quattro zampe. Si sa che tra gli arrestati ci sono anche Tony La Piccerella, che aveva partecipato alla prima Flotilla, e Simone Zambrin. Entrambi avevano voluto essere al porto di Catania in occasione del saluto che la città ha tributato a questa nuova missione che si propone di aprire un corridoio permanente con Gaza, i cui valichi sono ancora chiusi e presidiati dagli israeliani mentre tonnellate di beni marciscono nei tir. Non si sa nulla, invece, di un giovane di Belpasso imbarcato su una delle barche. Continua, intanto, la carovana umanitaria di terra che, con oltre 500 mezzi carichi di beni, si muove dalla Mauritania e dal Mali con lo stesso obiettivo della Flotilla.

Questo atto di pirateria internazionale perpetrato contro chi porta cibo e peluches, non certo armi - rilevano i Catanesi solidali con il popolo palestinese - mette in luce la contraddizione per cui il governo israeliano di Netanyahu dichiara la tregua eppure continua ad attuare il blocco navale. «Un atto criminale di violenza di Stato contro civili disarmati», denuncia la nota ufficiale dalla Global Sumud Flotilla, che definisce «inaccettabile che decine di cittadini italiani e di decine di nazioni alleate si trovino in condizione di profonda vulnerabilità in mare, sotto minaccia armata di militari che stanno operando al di fuori del diritto». Di qui la richiesta che il governo condanni l’azione di Israele condotta in violazione del diritto internazionale mettendo a rischio la vita dei nostri concittadini a bordo, che «offra immediatamente protezione diplomatica a tutti gli italiani a bordo della Flotilla» e si coordini con governi alleati per assicurare l’incolumità dei partecipanti da tutte le 55 nazioni che sono rappresentate fra l’equipaggio». Ancora. Viene chiesto che il nostro Governo pretenda da quello della Grecia, vicino alle cui coste è avvenuto il rapimento, che «eserciti le proprie responsabilità e si assicuri che la Flotilla possa procedere in sicurezza». «L’era dell’impunità deve finire», dicono, perché a rischio è l’ordine internazionale basato sul diritto. E concludono: «Le persone a bordo della Global Sumud Flotilla non sono solo attivisti umanitari: sono concittadini e compagni. Non resteremo in silenzio mentre la loro vita è a rischio».