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3 maggio 2026 - Aggiornato alle 12:47
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Sempre meno, sempre più vecchi: si va verso il suicidio demografico

Quella agrigentina è la provincia siciliana che perde più abitanti (0,5%)

03 Maggio 2026, 11:49

11:50

Fuga dalla Sicilia: via 90 mila in 4 anni  Lavoro e qualità della vita si cercano altrove

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Sempre meno. Agrigento, provincia ultima nelle classifiche di ogni tipo, sfida la statistica per imporsi sempre in negativo. Un caso è l'analisi demografica della Sicilia datata al 31 dicembre 2024 ma pubblicata in questi giorni e basata sulle rilevazioni del Censimento permanente della popolazione condotte dall'Istat. Uno studio che racconta come il territorio agrigentino stia affrontando la sfida più critica dell'intera isola in termini di tenuta sociale e demografica. Sebbene in termini relativi le flessioni percentuali maggiori si riscontrino a Caltanissetta ed Enna, è Agrigento a guidare la classifica dello spopolamento in termini assoluti. La provincia ha perso 2.107 residenti in un solo anno, portando la popolazione totale a 408.401 unità. Tale calo, pari allo 0,5%, rappresenta la perdita numerica più consistente tra tutte le province siciliane.

Le rilevazioni Istat del 2024 tracciano un profilo influenzato da dinamiche naturali e migratorie. Agrigento presenta un tasso di natalità in linea con la media regionale, ma è sul fronte della mortalità che si registra il dato più significativo: la provincia ha vissuto il maggior decremento del tasso di mortalità in Sicilia, scendendo dal 12,9 per mille del 2023 all'11,8 per mille del 2024. Nonostante questo miglioramento, l'indice di vecchiaia resta elevato, con 199,3 persone di oltre 65 anni ogni 100 giovani.

Lo spopolamento agrigentino non è solo una contrazione numerica, ma un progressivo invecchiamento che grava sull'indice di dipendenza strutturale. La scarsa incidenza della componente straniera, che pure è cresciuta del 5% in un anno, non riesce a compensare la fuga dei giovani e il calo naturale. La classificazione Snai inserisce gran parte del territorio nelle "aree interne", evidenziando come la difficoltà di accesso ai servizi essenziali acceleri l'abbandono dei centri minori. Mentre i centri costieri riescono in parte a mitigare le perdite grazie a flussi turistici o dinamiche economiche diverse, i comuni dell'entroterra agrigentino subiscono l'effetto combinato di un saldo naturale negativo e di una migrazione intellettuale e giovanile persistente. In queste aree, l'indice di vecchiaia supera il dato provinciale.