Aci Catena
Rifiuti, l’Amministrazione annuncia il pugno duro
Bonifica straordinaria e stretta sulla vigilanza, tra sanzioni, costi e polemiche politiche
A cavallo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, il dibattito pubblico ad Aci Catena è stato monopolizzato da un tema tanto urgente quanto divisivo: la gestione del decoro urbano e la rimozione straordinaria dei rifiuti dai quartieri del centro. In vista del festivo ingresso del nuovo mese, la città ha assistito a un’operazione di pulizia profonda, necessaria dopo che, nelle settimane precedenti, il servizio di raccolta differenziata aveva registrato numerose criticità. Molti sacchetti erano stati “bollinati” dagli operatori e lasciati sul posto poiché non conformi al calendario di conferimento o, peggio, abbandonati abusivamente all’interno di aiuole e spartitraffico, lontano dagli usci domestici dove dovrebbero essere regolarmente posizionati.
Dopo la bonifica dei cumuli, l’Amministrazione è intervenuta con fermezza. Sia la sindaca, Margherita Ferro, sia l’assessore all’Igiene urbana, Turi Andronico, hanno annunciato un potenziamento senza precedenti del sistema di vigilanza. L'obiettivo è colpire chi espone sacchetti non differenziati, chi sbaglia le frazioni o chi ignora gli orari stabiliti. Si tratta di un vero e proprio richiamo al senso civico: «Solo attraverso una collaborazione concreta tra cittadini e istituzioni - spiegano gli amministratori - sarà possibile migliorare la qualità del servizio, tutelare l’ambiente e, soprattutto, contenere i costi di smaltimento che gravano sulle tasche della collettività».
L'opposizione non ha tardato a far sentire la propria voce. I consiglieri Angela Marano e Giuseppe Aleo hanno criticato la gestione dell'emergenza, sottolineando come la pulizia di una città dovrebbe rientrare nella normale amministrazione e non essere celebrata come un intervento straordinario. «L’Amministrazione sceglie di usare il pugno duro con i cittadini, ma si dimostra debole nei fatti e nella programmazione» hanno dichiarato, puntando il dito contro una strategia ritenuta reattiva e non preventiva.
Il mancato rispetto delle regole non offende solo il decoro urbano e l' igiene pubblica, ma altera il bilancio comunale: il conferimento di rifiuti non conformi aumenta i costi di discarica e azzera gli introiti derivanti dal riciclo.