L'inchiesta a Palermo
Galvagno, oggi c'è il primo ciak per il processo per corruzione e peculato
Il presidente dell'Ars ha scelto il giudizio immediato. Stessa decisione presa dall'autista Roberto Marino
Alle 12 è fissato il fischio d'inizio del processo a carico di Gaetano Galvagno, accusato di corruzione, peculato e truffa, davanti al Tribunale di Palermo. Il presidente dell'Ars, per scelta, ha saltato il filtro dell'udienza preliminare chiedendo il giudizio immediato. Oggi saranno affrontate le questioni propedeutiche al dibattimento: le parti, accusa e difesa, presenteranno la loro lista testi e prove documentali. Ma prima potrebbero arrivare le istanze di costituzione di parte civile. Quella sicura è quella dell'Assemblea della Regione Siciliana, già deliberata lo scorso gennaio. Galvagno, stamattina, non sarà presente al Palazzo di Giustizia. Ci saranno invece i suoi avvocati, il professore Vittorio Manes, l'avvocato Ninni Reina e l'avvocato Antonia Lo Presti.
Il processo che si avvia oggi a celebrarsi vede imputato anche l'autista del presidente Roberto Marino che deve rispondere di peculato e truffa.
Secondo la procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia, il prediletto del presidente del Senato Ignazio La Russa sarebbe stato protagonista di un sistema di interessi pilotati in modo illecito. Galvagno e De Capitani avrebbero piegato gli interessi pubblici a quelli privati di Marcella Cannariato, rappresentante in Sicilia della Fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della Fondazione Tommaso Dragotto, facendo finanziare dalla Presidenza dell'Ars una serie di eventi come un'apericena del costo di 11mila euro per l'evento "Donna, Economia e Potere" che si tenne a Palermo a ottobre del 2023 e realizzato dalla Fondazione Bellisario.
L'indagato avrebbe poi fatto avere dalla presidenza dell'Ars un contributo di 15mila euro e dalla Fondazione Federico II altri 12.200 euro per l'evento "La Sicilia per le donne" che si svolse a Palermo e Catania il 25 novembre 2023 alla Fondazione Tommaso Dragotto e avrebbe fatto inserire nella legge di bilancio del 2023, durante una seduta da lui presieduta, 100mila euro destinati allo svolgimento dell'evento "Un Magico Natale" edizione 2023 sempre in favore della Fondazione Tommaso Dragotto.
E ancora, avrebbe fatto inserire nella legge di bilancio del 2024 un contributo di 98mila euro in favore della Fondazione Tommaso Dragotto, destinato allo svolgimento dell'evento «Un Magico Natale» edizione 2024; in cambio, Galvagno avrebbe ottenuto tra l'altro un incarico di consulenza legale da parte della A&C Broker srl (società legalmente rappresentata dalla Cannariato) per la cugina Martina Galvagno; la nomina di Franco Ricci, compagno della De Capitani, nel Cda di Sicily By Car spa (società della famiglia della Cannariato).
A Galvagno e all'ex autista Marino sono poi contestati il reato di peculato per l'uso a fini privati dell'auto di servizio, un'Audi 6, che sarebbe stata per 60 volte a disposizione del presidente, dell'autista, della segreteria e dell'ufficio di gabinetto per scopi personali, secondo la tesi della procura che ha installato delle cimici nel suv. Infine, Marino e Galvagno rispondono di truffa e falso: l'ex autista avrebbe dichiarato decine di missioni mai fatte e vidimate da Galvagno, intascando circa 19mila euro per rimborsi spese e diarie.
Fra due giorni continuerà l'udienza preliminare davanti al gup degli altri quattro coinvolti nello stesso troncone d'indagine: l'ex portavoce di Galvagno Sabrina De Capitani, l'imprenditrice Marcella Cannariato, l'event manager Alessandro Alessi e Marianna Amato.
In un altro filone d'inchiesta Cannariato è stata già condannata a 2 anni per corruzione dal gup, mentre l'assessora regionale Elvira Amata è stata rinviata a giudizio. Ma questo non ha cambiato la sua posizione nell'assetto della giunta regionale.