scontro istituzionale
Caos acqua, il sindaco di Canicattì rompe con Aica: "Nobile si dimetta"
Il primo cittadino contesta il nuovo regolamento per le autobotti e accusa la presidente di aver travalicato le proprie competenze senza consultare i sindaci: "È l'ultima goccia, serve un passo indietro immediato"
Il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo chiede le dimissioni del presidente di Aica Danila Nobile. Lo ha fatto stamattina con una nota indirizzata all' ATI e alla stessa Aica. La vicenda è relativa al nuovo regolamento che Aica ha intenzione di applicare a partire dal prossimo nove maggio sul trasporto di acqua tramite autobotti e che sta provocando parecchio malumore. Ma nn solo per quello. La presidente in questi mesi avrebbe adottato altre scelte personali senza tenere conto dei sindaci che poi sono coloro i quali eleggono il CDA dell'azienda.
"In qualità di Sindaco di Canicattì e rappresentante del Comune in seno all' ATI di Agrigento, non posso tacere - scrive Corbo - di fronte a una situazione che rischia di diventare una vera emergenza sociale, proprio alla vigilia dell'estate."
"Dal 9 maggio 2026, AICA - aggiunge - ha disposto nuove modalità per il servizio autobotti. Ad oggi, nessuno degli autotrasportatori convenzionati ha aderito al nuovo elenco."
"Senza entrare nel merito di tale mancata adesione, sottolineando l' assenza del coinvolgimento dei sindaci dell'ATI di Agrigento, unico ente che può disciplinare la materia con apposito regolamento, le conseguenze di questa situazione sono prevedibili e gravissime: AICA, come sa bene la presidente del CDA, non dispone di mezzi propri sufficienti a garantire la fornitura idrica, in un territorio dove la rete è strutturalmente carente e decine di migliaia di famiglie dipendono anche dalle autobotti."
"Con l'arrivo dell'estate, quando tanti canicattinesi si trasferiranno in campagna, in zone non servite dalla rete idrica, la situazione diventerà insostenibile. Chi porterà loro l'acqua? Con quali mezzi?"
"Disagi gravissimi, tensioni sociali, problemi igienico-sanitari e di ordine pubblico, sono uno scenario concreto e imminente."
"Tutto questo a causa di una decisione assunta unilateralmente dalla Presidente del CdA, senza consultare preventivamente i Sindaci dell'ATI e travalicando le competenze gestionali del Direttore generale."
"Non è, purtroppo, la prima volta: già in passato la Presidente si è anche attribuita meriti — come nel caso dei finanziamenti per il rifacimento della rete idrica — che appartengono esclusivamente all'impegno dei Sindaci e degli organi di vertice dell'ATI."
"Questa è l'ultima goccia."
"Nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza - conclude il sindaco di Canicattì - che devono informare ogni ente pubblico, chiedo le dimissioni immediate della Presidente del CdA di AICA. In assenza di un riscontro immediato, porterò la questione con urgenza nelle sedi istituzionali competenti, a partire dall’Ati di Agrigento."