la polemica
Ranucci e le scuse al ministro Nordio: «Mi copro il capo di cenere»
Il conduttore di Report fa retromarcia sull'avvistamento del ministro, Viale Mazzini gli nega la tutela legale. Sullo sfondo, la magistratura milanese vola in Sudamerica per indagare sull'affare Minetti
Una smentita in diretta, un richiamo formale della Rai e l’ipotesi di un’azione civile per danni all’immagine: è l’esito del rapido cortocircuito mediatico che ha coinvolto il giornalista Sigfrido Ranucci e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, sullo sfondo della più ampia e delicata vicenda relativa alla grazia concessa a Nicole Minetti.
La scintilla scocca il 28 aprile 2026. Ospite di “È sempre Cartabianca” su Rete4 per presentare il suo ultimo libro, il conduttore di Report riferisce in diretta un’indiscrezione “in fase di verifica”: una fonte avrebbe avvistato il Guardasigilli nel ranch uruguaiano di Giuseppe Cipriani, attuale compagno di Minetti, nei primi giorni di marzo 2026.
La reazione è immediata. Nordio interviene telefonicamente in trasmissione e smentisce “nella maniera più assoluta” sia una visita al ranch sia un incontro con Cipriani. Il ministro riconosce di aver compiuto una missione ufficiale in Uruguay, ma precisa che il viaggio istituzionale risale al marzo 2025, circostanza che trova riscontro in una guida economica pubblicata dall’Ambasciata d’Italia a Montevideo.
Il 3 maggio 2026, in apertura di Report su Rai 3, Ranucci porge pubbliche scuse: “Sono caduto in un eccesso”, afferma, aggiungendo “mi copro il capo di cenere”. Pur riconoscendo l’errore, rivendica di aver chiarito fin da subito, su Rete4, che si trattava di una pista “in corso di verifica” e non di una notizia accertata.
Nel frattempo Viale Mazzini invia a Ranucci un richiamo formale, contestandogli la diffusione di un’informazione non verificata durante un’ospitata autorizzata unicamente per fini promozionali. Nello stesso atto la Rai prende le distanze, avvertendo che, qualora Nordio decidesse di adire le vie legali, non sarà garantita al conduttore la consueta copertura legale prevista per i servizi di Report.
Secondo indiscrezioni di stampa, il ministro starebbe effettivamente valutando un’azione risarcitoria per lesione dell’immagine e della reputazione.
La polemica televisiva ha temporaneamente oscurato il cuore della vicenda istituzionale. Il 18 febbraio 2026 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso la grazia a Nicole Minetti su proposta favorevole del ministro Nordio. Nelle settimane successive, diverse inchieste giornalistiche hanno evidenziato possibili incongruenze nelle motivazioni umanitarie addotte, con riferimento all’adozione di un minore uruguaiano e a specifica documentazione medica. A fronte di tali dubbi, il Quirinale ha chiesto al ministero della Giustizia verifiche urgenti. Con il via libera del dicastero, la Procura generale presso la Corte d’appello di Milano ha avviato accertamenti internazionali, inoltrando richieste di informazioni all’Uruguay e agli Stati Uniti.
Nel frattempo, Giusi Bartolozzi, già capo di gabinetto della Giustizia, ha definito “ingannevole” ogni tentativo di collegare la richiesta di clemenza a precedenti missioni istituzionali, citando, a titolo di esempio, la colazione di lavoro tra Nordio e l’omologo statunitense al G7 di Venezia dell’8 maggio 2024, quasi due anni prima del provvedimento. L’istruttoria sulle carte provenienti da Montevideo, intanto, prosegue.