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l'inchiesta

Garlasco 19 anni dopo: si riparte dalla famiglia. Oggi le Cappa in Procura, poi il crocevia Marco Poggi e Andrea Sempio. Cosa vogliono sapere i pm

Interrogatori serrati a Pavia. Le cugine chiamate a chiarire le abitudini di Chiara, mentre Marco dovrà spiegare gli accessi al computer e i rapporti tra l'amico indagato e la sorella

05 Maggio 2026, 10:18

10:20

Garlasco 19 anni dopo: si riparte dalla famiglia. Oggi le Cappa in Procura, poi il crocevia Marco Poggi e Andrea Sempio. Cosa vogliono sapere i pm

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Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e convocato domani, mercoledì 6 maggio, in Procura a Pavia per essere interrogato, “si avvarrà della facoltà di non rispondere”. Lo hanno reso noto i suoi difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, che si riservano di chiedere un interrogatorio su loro istanza dopo la chiusura dell’inchiesta, attesa a breve.

La decisione è motivata dal fatto che le indagini “non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”. La difesa ha inoltre conferito incarico a uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica, tramite sottoposizione ai canonici test usualmente utilizzati (anziché ricorrere ai frammentari dati documentali del fascicolo).

Il profilo personologico è una valutazione strutturata delle caratteristiche psicologiche, emotive, cognitive e comportamentali di un individuo, ottenuta attraverso test e colloqui clinici, spesso impiegata in ambito clinico e forense per individuare punti di forza, vulnerabilità, tratti di personalità ed eventuali disfunzioni.

A quasi diciannove anni dal 13 agosto 2007, il baricentro non è più la villetta di via Pascoli, ma i corridoi della Procura. Nella mattinata di oggi, martedì 5 maggio 2026, sono state convocate Paola e Stefania Cappa, cugine della vittima; per domani sono attesi Marco Poggi, fratello di Chiara, e Andrea Sempio, amico di Marco e oggi nuovamente indagato per l’omicidio.

L’impostazione investigativa della Procura di Pavia non punta al colpo di scena, ma alla ricomposizione meticolosa dei dettagli che per anni sono sembrati marginali e che, alla luce di nuove tecniche e di un contesto riletto, possono riacquistare centralità. Le gemelle Cappa sono ascoltate come persone informate sui fatti: non sono destinatari di alcuna contestazione e restano del tutto estranee alla posizione dell’indagato. Tuttavia, la loro testimonianza è considerata rilevante per coniugare elementi scientifici, relazionali e temporali. In particolare, torna d’attualità una dichiarazione resa da Paola Cappa nei giorni successivi al delitto, nel 2007, quando parlò di una possibile “pista passionale”, ipotizzando che dietro la morte di Chiara potesse esservi un giovane incapace di accettare un rifiuto, con avances respinte che avrebbero innescato una reazione impulsiva.

Oggi la Procura intende chiarire se dietro quelle parole vi fossero episodi concreti, confidenze mai esplorate o tensioni rimaste sullo sfondo, anche in relazione alla nuova ipotesi accusatoria che riguarda Sempio.

Il nome di Andrea Sempio è rientrato formalmente nel registro degli indagati il 12 marzo 2025; con l’invito a comparire notificato il 29 aprile 2026 la Procura ha modificato il capo di imputazione, contestandogli l’omicidio volontario. Secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione sarebbe stata particolarmente violenta, con almeno dodici colpi al volto e alla testa inferti con un oggetto contundente, scatenata da un approccio rifiutato.

A sostegno dell’ipotesi, sono richiamati alcuni elementi tecnici al centro del contraddittorio: il DNA di linea paterna, compatibile con Sempio, rinvenuto sotto le unghie della vittima, e l’impronta palmare n. 33 sul muro delle scale, alla quale una consulenza del 2025 ha attribuito quindici minuzie dattiloscopiche compatibili con l’indagato. Si tratta, in ogni caso, di riscontri oggetto di valutazione e confutazione difensiva. Accanto ai profili scientifici, gli inquirenti intendono approfondire il contesto domestico e relazionale.

Da qui la convocazione, in parallelo a Sempio, di Marco Poggi. La simultaneità delle audizioni è un accorgimento per accelerare le verifiche ed evitare possibili interferenze o condizionamenti. Marco, oggi riservato e lontano dai riflettori, è considerato il “crocevia” tra la sfera familiare di Chiara e il gruppo di amici cui apparteneva Sempio: potrà chiarire la frequenza con cui l’indagato entrava in casa, il grado di conoscenza con la vittima e le modalità di accesso agli ambienti condivisi. Un ulteriore filone riguarda i contenuti del computer di Chiara Poggi. Sul pc, in una cartella ritenuta riservata, furono trovati video intimi che la ritraevano con Alberto Stasi. L’obiettivo degli investigatori non è indugiare sulla sfera privata, ma verificare l’“ecosistema relazionale”: la domanda è se quei filmati siano stati visti da Marco, da Sempio o da altri.

Sempio ha sempre negato di aver visionato i file, pur ammettendo di aver utilizzato quel computer; Marco Poggi, in un verbale del 2007, avrebbe riferito di essere venuto a conoscenza dell’esistenza dei video in modo casuale, senza averli aperti né condivisi. Incrociando le dichiarazioni con le tracce informatiche, l’accertamento mira a distinguere tra mera possibilità tecnica di accesso e concreta violazione di uno spazio digitale intimo.

In questa prospettiva, Marco diventa il “testimone di una soglia”, utile a illuminare il clima domestico, i silenzi, il grado di riservatezza eventualmente infranto. Il caso di Garlasco continua così a muoversi su due piani temporali: da un lato Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio (Cassazione, 12 dicembre 2015), al quale nel 2025 è stata concessa la semilibertà; dall’altro, l’indagine aperta su Sempio. Le nuove ipotesi della Procura di Pavia non equivalgono a un nuovo verdetto né incidono sulla sentenza passata in giudicato, ma servono a verificare se alcuni elementi all’epoca furono letti in modo parziale.