Il caso
Dopo l'assoluzione a Maniaci, nuova tegola per Telejato: revocata l'assegnazione della villa confiscata
L'emittente rischia la perdita della "villa della legalità": il Comune di Borgetto ha evidenziato irregolarità sul bene confiscato alla mafia e nasce una denuncia contro Pino Maniaci sulla presunta scuola di giornalismo non autorizzata
Solo ieri Telejato, l'emittente fondata e gestita da Pino Maniaci e dalla sua famiglia a Partinico, annunciava l'assoluzione definitiva per l'accusa di estorsione. Ma chiusa definitivamente una vicenda durata dieci anni che Maniaci ha definito dolorosa e fondata su un "castello di carte", c'è un nuovo guaio per l'emittente da sempre dichiaratasi "antimafia". La segreteria generale del Comune di Borgetto (Palermo) ha respinto le controdeduzioni presentate dall’associazione Telejato nell’ambito del procedimento avviato per revocare l’assegnazione della cosiddetta "villa della legalità", bene confiscato alla mafia e situato lungo la provinciale che collega Partinico a Montelepre.
Ne deriva la decadenza della concessione, come comunica la segretaria generale Rosa Damiano, provvedimento che sarà formalizzato con un ulteriore atto. L’immobile, già appartenuto a Gaetano Lunetto, imprenditore edile partinicese ritenuto vicino al boss Giovanni Brusca e condannato per associazione mafiosa e turbativa d’asta, era stato affidato a Telejato ETS, riconducibile a Pino Maniaci, patron dell’emittente. Palazzo municipale aveva richiesto la revoca per gravi irregolarità di natura legale e fiscale e per una gestione ritenuta non conforme ai criteri di assegnazione del bene. La struttura era divenuta anche sede dell’emittente privata, gestita dall’associazione Marconi, e vi alloggiavano alcuni stagisti di una presunta scuola di giornalismo.
Sulla vicenda è intervenuto il giornalista Daniele Viola, che ha sporto denuncia nei confronti di Maniaci per diffamazione, violenza privata e minacce, e ha inviato un esposto al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti. Nel documento, riferito a Maniaci — anch’egli pubblicista — si afferma che la scuola di giornalismo non sarebbe stata autorizzata dall’Ordine e che lo stesso non disporrebbe dei requisiti per svolgere attività didattica in materia. "La presenza di una scuola di giornalismo — si legge nella nota del Comune — a prescindere da tutte le criticità contestate, non legittima la presenza nello stesso luogo dell’emittente Telejato e delle attrezzature necessarie alla trasmissione del telegiornale... Un ente del Terzo settore non può per statuto gestire una tv commerciale."