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il caso

Il mistero di Elisabetta: sparita nel nulla la modella italiana che accusò Epstein

Giallo internazionale per la 50enne veneta. Non risponde da settimane: indaga la Procura di Rovigo in asse con Washington

05 Maggio 2026, 13:32

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Il mistero di Elisabetta: sparita nel nulla la modella italiana che accusò Epstein

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“C'è un momento, in ogni scomparsa, in cui il tempo cambia natura. Non scorre più: pesa”. Per i familiari di Elisabetta Ferretto, ex modella veneta di 50 anni, quel peso è diventato insopportabile dal 22 aprile, data dell’ultimo contatto certo con la donna.

Nata a Montagnana, in provincia di Padova, e residente negli Stati Uniti dal 2001, la sua scomparsa ha varcato subito i confini di una vicenda privata per assumere i contorni di un caso internazionale.

A richiamare l’attenzione globale non è soltanto l’attivazione degli strumenti diplomatici, ma anche l’eco di un passato doloroso: Elisabetta, conosciuta negli ambienti newyorkesi come Elisabetta Tai, fu tra le donne che denunciarono pubblicamente i comportamenti molesti e abusivi del finanziere Jeffrey Epstein, poi deceduto in carcere a New York. Il suo nome era riemerso con forza nel 2019 sulla stampa italiana e internazionale, quando esplose lo scandalo legato al sistema predatorio del magnate americano, uno dei casi più vasti e oscuri della cronaca recente.

In un’intervista rilanciata da testate come il Corriere della Sera e il Mattino di Padova, Ferretto aveva ripercorso il suo incubo del 2004: allora ventunenne, impegnata a farsi strada nel mondo della moda, vide trasformarsi un promettente appuntamento professionale in una situazione “impropria e sconvolgente” all’interno della nota residenza newyorkese di Epstein. La sua testimonianza contribuì a illuminare le reti di reclutamento orbitanti attorno al fashion system, dove promesse di carriera, contatti e viaggi finivano per intrecciarsi subdolamente con l’abuso di potere.

Oggi, mentre il silenzio si prolunga, l’opinione pubblica si confronta con una sovrapposizione complessa tra la cronaca del presente e la memoria di quel trauma esposto mediaticamente. Fonti ufficiali e inquirenti, tuttavia, richiamano alla massima prudenza: sebbene il suo passato non consenta di considerarla “un nome qualsiasi”, non esistono allo stato elementi pubblici, documentati o verificabili che colleghino automaticamente il caso Epstein alla sua attuale scomparsa.

Il rischio, in vicende simili, è duplice: ridurre tutto a “caso di gossip” oppure cedere a allusioni infondate e scorciatoie narrative, smarrendo l’obiettivo essenziale, che resta il ritrovamento di una persona.

Il quadro fattuale, fissato dagli atti, individua nel 22 aprile il perno cronologico dell’indagine. Dopo la denuncia dei familiari, la Procura della Repubblica di Rovigo ha aperto un fascicolo, atto dovuto e rilevante trattandosi di una cittadina italiana scomparsa all’estero, utile a formalizzare la segnalazione e a favorire il raccordo con le autorità competenti. In parallelo, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Farnesina) ha attivato i propri canali. Come da prassi, l’intervento consolare e diplomatico non sostituisce l’attività investigativa locale, ma risulta decisivo per la circolazione delle segnalazioni nelle banche dati internazionali e per avviare verifiche discrete su registri, spostamenti recenti e indirizzi di residenza negli Stati Uniti.

Il caso di Elisabetta Ferretto è così passato dalla sola dimensione familiare a quella istituzionale. La scelta dei congiunti di percorrere la via formale della denuncia rappresenta il “gesto più netto possibile” per chiedere che le indagini procedano senza sosta e che l’attenzione pubblica non venga meno. L’ex modella che anni fa ebbe il coraggio di sfidare il sistema di potere di Epstein è oggi inghiottita da un “buco nero” dal quale due Paesi, Italia e Stati Uniti, stanno tentando di riportarla alla luce.