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5 maggio 2026 - Aggiornato alle 18:17
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il tragico incidente

La morte di Daniele, arriva una condanna a quattro anni per omicidio stradale

Il ragazzo venne travolto da un'auto di grossa cilindrata che, ad alta velocità e imboccando controsenso il Corso Italia ad Acireale

05 Maggio 2026, 15:10

La morte di Daniele, arriva una condanna a quattro anni per omicidio stradale

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Quattro anni fa la morte di Daniele Cantale Garano, all’età di soli 16 anni, scosse tutta la comunità di Acireale.

In quel tragico 18 dicembre 2022 fu travolto mentre era in sella alla sua moto da un’auto di grossa cilindrata che andava a velocità altissima.

Corso Italia diventò la tomba di Daniele.

Da quel giorno i familiari hanno sempre lottato per ottenere verità processuale sull’accaduto. Oggi è arrivato un primo verdetto. Un primo pezzetto di quella giustizia tanto cercata.

Il Giudice dell’udienza preliminare, Maria Ivana Cardillo, ha condannato Rafaelo Beqaj a quattro anni di reclusione per l’omicidio stradale di Daniele.

Da quanto poi è emerso dalle indagini, il giovane venne travolto dall’autovettura di grossa cilindrata guidata da Beqaj che, ad alta velocità e imboccando controsenso il Corso Italia (nonostante i chiari divieti), si scontrò, all’altezza dell’intersezione con via Kennedy, con la moto della vittima.

Lo schianto fu violento e devastante: il corpo del sedicenne venne sbalzato a notevole distanza dal punto di impatto dei mezzi. Per Daniele non c’era nulla da fare.

L’imputato, che in un primo momento aveva cercato di patteggiare la pena a tre anni (richiesta rigettata dal Gip di Catania), aveva poi formulato richiesta di giudizio abbreviato.

Il Gup, in esito all’udienza preliminare, ha disposto la condanna a sei anni di reclusione per omicidio stradale aggravato, riducendo la pena a quattro anni in ragione della scelta del rito.

Il Gup ha anche disposto la revoca della patente di guida di Beqaj (difeso dall’avvocato Giovanni Avila) e la condanna al risarcimento dei danni e al pagamento di provvisionali di vario importo a favore delle parti civili (i genitori, il fratello, la nonna e gli zii di Daniele), assistiti dagli avvocati Giuseppe Lo Faro, Micaela Menzella, Rino Licata e Tiziana Leonardi.

Le motivazioni arriveranno fra sessanta giorni.