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Da Sant'Anna a Marina di Cottone, litorale jonico ancora in ginocchio: per i lidi è corsa contro il tempo
Sul lungomare di Riposto, Mascali e Fiumefreddo rimane un accumulo di detriti e tronchi d’albero abbattuti dalle raffiche di vento
Con il varo dell'ordinanza regionale per la stagione balneare 2026, il litorale jonico si ritrova nel pieno di una frenetica corsa contro il tempo. Quest’anno, però, la sfida non è solo burocratica. A pesare come un macigno sulla ripartenza sono le ferite ancora aperte lasciate dalla furia del ciclone Harry, che ha ridisegnato il volto delle spiagge e messo in ginocchio le infrastrutture ricettive.
Le operazioni di montaggio dei lidi e di livellamento dell’arenile procedono a rilento, accumulando un netto ritardo rispetto alla tradizionale tabella di marcia. Le situazioni più critiche si registrano nel tratto di costa compreso tra Sant’Anna e Marina di Cottone. Il paesaggio marino è ancora segnato da un accumulo di detriti e tronchi d’albero abbattuti dalle raffiche di vento del ciclone. Nonostante i numerosi gridi d’allarme lanciati dagli operatori e le istanze trasmesse dalla Regione al Demanio Marittimo, la rimozione di questi ostacoli non è ancora stata completata, comportando non poche criticità.
Il recente ponte del Primo Maggio ha visto molti imprenditori accelerare i lavori nel tentativo di non farsi trovare impreparati. Tuttavia, se alcuni impianti balneari di Fondachello sono già in una fase avanzata, molti altri, invece, restano intrappolati nelle secche della burocrazia. Orazio Monsone, titolare del più antico lido del litorale, costruito negli anni 50, non nasconde la propria preoccupazione sulla tempistica. «È una vera lotta contro il tempo. Sono in attesa delle autorizzazioni del Demanio per riaprire il lido, mettendo in sicurezza le aree gravemente danneggiate dal ciclone dello scorso gennaio e per le quali attendiamo il disco verde del Genio civile. Nelle stesse condizioni son altri lidi storici di Fondachello che stanno aspettando con trepidazione le autorizzazioni».