la storia
Ci lascia una delle donne più longeve di Sicilia, la sua storia tra memoria, fede e radici
Addio a Maria Caruso: da Mussomeli a Genova, memoria vivente di sacrifici e affetti che uniscono più generazioni
Mussomeli perde una delle sue voci più longeve e autentiche. Si è spenta a 110 anni Maria Caruso, simbolo di una Sicilia tenace e discreta, capace di attraversare un secolo senza smarrire lucidità, fede e radici.
La sua vita si è conclusa lontano dalla terra natale, a Genova, dove negli ultimi anni era stata accudita dalla nipote Marina. A lei ha rivolto l’ultimo sguardo, accompagnato da un sorriso sereno, poche ore prima di congedarsi: un addio semplice, quasi pudico, in linea con la sua esistenza.
Nata il 27 maggio 1915 a Mussomeli, nel quartiere Sant’Enrico, Maria Caruso ha affrontato un percorso segnato da sacrifici e tenacia. Rimasta orfana di madre in giovane età, si è confrontata presto con le difficoltà.
La prova più dolorosa arrivò anni dopo, con la perdita del figlio Calogero a soli vent’anni: un dolore mai sopito che, nella fede che l’ha sorretta per tutta la vita, oggi sembra trovare un ideale ricongiungimento.
Vedova dal 1991 del marito Pasquale, ha cresciuto con dedizione i figli Gerlando, Carmela e Giuseppina, diventando nel tempo il perno di una famiglia numerosa: sei nipoti e otto pronipoti. Per tutti era “la nonna Maria”, presenza costante e riferimento affettivo.
Chi l’ha conosciuta ricorda un carattere deciso, persino austero, unito a una memoria straordinaria e a una sorprendente energia. Fino agli ultimi giorni ha conservato una rara chiarezza mentale, capace di rievocare con precisione e partecipazione episodi lontani.
Nonostante il trasferimento al Nord, il legame con Mussomeli non si è mai affievolito. Nei suoi racconti riaffioravano spesso le “vanelle” di Sant’Enrico, i volti, le tradizioni, la vita semplice di un tempo. Era profondamente legata alla sua parrocchia d’origine, alla quale continuava a inviare pensieri e saluti, per non spezzare quel filo invisibile con la comunità.
Maria Caruso è stata una memoria vivente, un ponte tra generazioni, testimonianza concreta di come si possa attraversare l’esistenza con dignità e gratitudine, anche nelle stagioni più difficili.