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6 maggio 2026 - Aggiornato alle 07:54
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Carlentini, l’ultimo pediatra verso il pensionamento: allarme per le famiglie

Sempre più difficile l’accesso alle cure di base nel territorio. I cittadini sono costretti a spostarsi fuori Comune per ottenere assistenza medica, mentre si aggravano le carenze di organico

06 Maggio 2026, 06:30

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Carlentini, l’ultimo pediatra verso il pensionamento: allarme per le famiglie

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A breve l’unico pediatra in servizio a Carlentini andrà in pensione, lasciando centinaia di famiglie senza un punto di riferimento essenziale. È l’ennesimo segnale di una crisi sanitaria che si fa sempre più pressante nel territorio e che ha spinto il sindaco Giuseppe Stefio a chiedere un intervento immediato.

Il primo cittadino ha inviato una richiesta di incontro urgente al commissario straordinario dell’Asp, accendendo i riflettori su una situazione definita ormai insostenibile.

«Il diritto alla cura è irrinunciabile per la nostra comunità» ha commentato Stefio, sottolineando la necessità di risposte rapide e concrete da parte delle istituzioni sanitarie regionali. Al centro della denuncia non c’è solo l’imminente vuoto nella Pediatria, ma anche le gravi difficoltà che riguardano la medicina di base: sempre più cittadini sono costretti a spostarsi fuori Comune per ottenere assistenza, tra carenze di medici di famiglia e servizi ridotti. Particolarmente critica appare la situazione del Pronto soccorso dell’ospedale di Lentini, presidio fondamentale per l’area nord della provincia. Qui, spesso, un solo medico si trova a gestire l’intero flusso di pazienti. Nei momenti di maggiore pressione, si ricorre a soluzioni di emergenza con personale di altri reparti che viene distolto dalle proprie attività per supportare il collega impegnato al triage. «Non possiamo permettere che l’ospedale interrompa i servizi per mancanza di personale - dichiara il sindaco - la carenza di organico mette a rischio la continuità dell’assistenza. La salute dei cittadini non è negoziabile». Stefio annuncia battaglia e chiede interventi immediati all’assessorato regionale alla Salute. Un appello che fotografa una realtà sempre più difficile e che, senza soluzioni rapide, rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi.