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Autobotti e caro-acqua: l'Ati conferma le regole, ma il trasporto resta a spese degli utenti
Il regolamento del 2024 torna pienamente operativo, mentre il direttivo annuncia revisioni imminenti per sciogliere i dubbi sulla tracciabilità
Il direttivo dell'Assemblea Territoriale Idrica Ato 9 di Agrigento, presieduto dal sindaco di Montallegro Giovanni Cirillo, si è riunito per ridefinire la linea operativa alla scadenza del periodo emergenziale, fissata per il prossimo 9 maggio. E, soprattutto, per chiarire le polemiche dei giorni scorsi.
L'Ati ha ribadito che tornerà pienamente in vigore il regolamento di utenza approvato il 28 ottobre 2024, relativo alla fornitura di acqua potabile tramite autocisterne per le utenze non servite dall’acquedotto urbano.
Secondo il regolamento, il servizio di fornitura di acqua potabile è a carico esclusivo del gestore del servizio idrico integrato, mentre l’onere di curare i rapporti economici con gli operatori autobottisti e le relative spese di trasporto sono posti a carico degli utenti.
Un passaggio molto importante che, pur ribadendo che la fine dell’emergenza non comporta un ritorno alla gratuità del servizio, sostiene che le famiglie che non dispongono di allaccio alla rete idrica potranno continuare a richiedere le autobotti sostendo i costi del trasporto dell’acqua. Una scelta che non chiarisce però gli aspetti della recente contesa e il ruolo che dovranno avere gli autotrasportatori.
Il consiglio direttivo ha inoltre predisposto una proposta di modifica del regolamento, che sarà sottoposta all’assemblea dei rappresentanti, convocata a breve dal presidente Giovanni Cirillo.
L’annuncio apre quindi una nuova fase politica e amministrativa: da un lato la conferma delle regole attuali, dall’altro la possibilità di rivedere un sistema che negli ultimi mesi, ed in particolare negli ultimi giorni, ha generato discussioni, soprattutto nei territori dove il ricorso alle autobotti è quotidiano.
La decisione finale dell’assemblea incide in modo significativo sulla gestione del servizio idrico e sui costi sostenuti dagli utenti. E sull'ipotesi che chi è senza contratto non può richiedere autobotti. Al momento non sono noti i dettagli della proposta di una nuova modifica al regolamento, ma sembra chiaro che deve definire quest'ultimo aspetto.
Avevano fatto discutere le prese di posizione del sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo, che si chideva chi avrebbe portato l'acqua agli utenti non serviti da condotta idrica, mentre Aica sostiene che ogni goccia d’acqua distribuita tramite autobotti dovrà essere tracciata, sicura e, soprattutto, destinata a utenze regolarmente contrattualizzate. Tutto questo mentre gli autobottisti minacciano uno stop in vista del 9 maggio.
L'approvvigionamento per le utenze non in regola al momento è dunque possibile, in virtù della precisazione del direttivo Ati.