Corleone
Dallo “zio Totò” a figli e nipoti, la saga dei Riina non finisce mai
Arrestato il figlio della sorella: regnava ancora nel feudo di famiglia. Il ruolo degli eredi
La saga dei "Riina's" continua anche dopo la morte del "Capo dei capi", e i tre arresti per mafia a Corleone lo confermano: c'è sempre un Riina, o un parente stretto (in questo caso il nipote) a regnare sulla zona del mandamento storico del più sanguinario dei boss di Cosa nostra. Mario Grizzaffi, 60 anni, nipote diretto di "zio Totò". Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, avvenuto a Corleone l’11 aprile 2006, la Procura ha evidenziato il ruolo di Giuseppe Grizzaffi, classe 1978, figlio del reggente Giovanni e nipote di Totò Riina, e del cognato Alessandro Correnti, quali figure di primo piano della famiglia mafiosa corleonese. I fratelli Giovanni, Francesco e appunto Mario Grizzaffi risultavano appartenere alla fazione riconducibile a Totò Riina, del quale sono nipoti di primo grado in quanto figli della sorella, Caterina Riina.
Il collaboratore di giustizia Filippo Salvatore Bisconti, il 6 febbraio 2019, ha indicato Giovanni Grizzaffi, allora ancora in vita, come probabile “reggente ufficiale” del mandamento. Giovanni Grizzaffi fu arrestato nel giugno 1993 e successivamente condannato, nel marzo 2000, per il sequestro, l’omicidio e lo scioglimento nell’acido, avvenuti nel 1986, di Giovanni Giordano, ritenuto “colpevole”, secondo le dichiarazioni dei collaboratori che presero parte all’azione, di aver intravisto il rifugio di un boss latitante. Dopo 24 anni di reclusione, venne scarcerato nel luglio 2017, all’età di 68 anni, e sottoposto alla sorveglianza speciale fino al 29 giugno 2022, si ammalò e morì il 19 giugno 2023. Riina in una conversazione con il codetenuto Alberto Lorusso, manifestò la “piena fiducia” riposta nel nipote, che una volta libero avrebbe dovuto curare i suoi interessi immobiliari. In un’ulteriore conversazione captata, Mario Gennaro lo indicava come vertice del mandamento, con posizione sovraordinata al fratello Mario, ritenuto il reggente operativo dopo l'arresto del fratello, e quale mandante del furto di un ingente quantitativo di grano ai danni di un dipendente della cooperativa “Lavoro e Non Solo”, che da tempo gestiva beni confiscati alla famiglia Grizzaffi. Proprio Gennaro costituisce la principale fonte degli elementi indiziari dell’attuale inchiesta: intercettato tramite spyware, con Grizzaffi, si compiaceva della propria “natura” mafiosa, rievocava la “punciuta” ricevuta a 18 anni (“c'era ancora lo zio Totò”) ricostruiva con dovizia di particolari vicende criminali proprie e altrui, e delineava con chiarezza gli equilibri di potere interni al mandamento, mettendo in rilievo il proprio ruolo e quello, superiore, dei Grizzaffi.
L’analisi delle risultanze, confluite nella richiesta di misura cautelare, restituisce un quadro univoco: persistenza e operatività del mandamento di Corleone, riconducibilità della leadership alla famiglia Grizzaffi, erede diretta della linea Riina–Provenzano e il ruolo di “reggente operativo” in capo a Mario Grizzaffi. Ma la saga dei "Riina's" non finisce qui. Sono quattro i figli diretti del boss defunto nel 2017 e di Ninetta Bagarella. La figlia maggiore, Maria Concetta, nata nel 1974, indagata insieme al marito Antonino Ciavarello per estorsione aggravata dal metodo mafioso, con l'accusa di aver usato il cognome del padre per intimidire imprenditori, è stata in carcere a Firenze e ora ha l'obbligo di dimore a Corleone. Giovanni, classe 1976, è quello che più voleva seguire le orme del padre ma è stato arrestato nel 1996 e condannato all'ergastolo. "Salvuccio" Riina, il terzogenito, 49 anni, ha scontato una pena a 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa e appena è uscito ha subito fatto parlare di sé, scrivendo un libro sulla sua famiglia.
Recentemente ha fatto discutere per un intervista in cui ha definito il padre "un uomo con la U maiuscola" e ha rilasciato dichiarazioni controverse sulle stragi mafiose, durante un podcast, ed è di pochi giorni fa la notizia che è stato ospite di una radio ungherese che ha dedicato spazio tra il serio e l’ironic o al libro. La quartogenita, Lucia, 46 anni, è stata sempre quella più "mondana", non le è mai dispiaciuto stare sotto i riflettori. Matrimonio in grande stile, mostre di quadri, libri e l'apertura di un ristorante a Parigi. «Mio padre ha la sua storia, io la mia», ha sempre detto Lucia. Una storia che, pare, non voglia proprio concludersi.