beni culturali
La falla nella legge riapre il Teatro greco ai live: «Così si aggira il principio dell’eccezionalità»
Dopo il caso Grotta dei Cordari, emerge un nuovo nodo sulle concessioni dei siti culturali siciliani. Il Comune di Siracusa può usare gratuitamente il monumento cinque giorni al mese, pagando solo i servizi
Forse siamo davvero di fronte a un bug nel sistema delle concessioni a privati dei beni culturali siciliani. Dopo la Grotta dei Cordari concessa per una sfilata d’alta moda senza il pagamento del canone, a Siracusa a sperimentare l’esistenza di questa eventuale falla è il Teatro greco. Il monumento maggiore del Parco archeologico, già da quest’anno, rischia di tornare all’estate 2023, quella dei 12 concerti, detta “dello sbraco”, dell’eccesso nell’utilizzo del prezioso e fragile monumento, che innescò, oltre alle polemiche di esimie associazioni (tra esse l’associazione nazionale degli Archeologi, la consulta universitaria di Filologia classica, la consulta universitaria del Greco), l’editto dell’assessore regionale Francesco Scarpinato, che ne negò l’uso l’anno successivo, per aprire, quello ancora dopo, a soli tre eventi, ma sul principio dell’eccezionalità. A oggi, per l’estate 2026, siamo già a cinque, solo a luglio. E altrettanti potrebbero essercene ad agosto.
Il bug sono infatti le cinque giornate al mese che, per una modifica del 2024 alla legge regionale 2000, vengono concesse ai Comuni per il libero utilizzo dei siti all’interno dei parchi archeologici. Previa convenzione: il Comune di Siracusa e il Parco l’hanno firmata a luglio 2025 e rinnovata a marzo di quest’anno. E che prevede, tra l’altro, che non si paghi il canone, ma solo le spese sui servizi.
I cinque concerti già sicuri, nel mese di luglio, rientrano proprio nell’ambito degli eventi comunali. Non è stato ancora pubblicato il decreto regionale con gli spettacoli autorizzati dalla commissione Anfiteatro Sicilia, organismo interassessoriale (Turismo e Beni culturali) cui spetta l’ultima parola, ma le prevendite degli artisti sono già online da mesi: Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Il Volo, I Pooh e Roberto Alagna, cantante lirico francese di origini siracusane. La partita che si sta giocando dietro le quinte è certamente quella di una richiesta, del Comune, di altri cinque eventi ad agosto. Tutto legittimo, ma si scontrerebbe tanto con le polemiche (che sono già partite), quanto con l’“editto” Scarpinato. Per mediare si è valutata l’ipotesi di autorizzare spettacoli che si svolgerebbero al contrario. Ossia, con il palco sotto la cavea e le sedie per gli spettatori sulla scena. Così le millenarie pietre del monumento verrebbero salvaguardate.
In assessorato per ora si tace, ma a parlare è il direttore del Parco archeologico Carmelo Bennardo: “Io ad agosto smonto tutto”, è l’unica cosa, molto esplicita, che dice. A essere smontata sarebbe la sovrastruttura in legno che permette agli spettatori di seguire le tragedie dalla cavea, e successivamente i concerti. Senza, non è possibile fare spettacoli. Questo potrebbe fermare a 5 il numero di concerti. Ma l’anno prossimo, con un altro direttore del Parco, cosa accadrà? Su questo bug si è già espresso anche il soprintendente di Siracusa Antonino Lutri: “Nel caso del Teatro Greco l’accordo di cinque giorni non ci ha lasciati contenti. L’ente aveva espresso parere contrario”.