il caso
«Vedova e butt...», pioggia di insulti sessisti sui social: la presidente di Aica denuncia
Clima teso per la rivolta del sindaco di Canicattì contro le nuove regole del servizio idrico in città
Clima teso a Canicattì, dove le forze dell’ordine stanno eseguendo accertamenti dopo la denuncia presentata da Danila Nobile, presidente dell'Azienda Idrica Comuni Agrigentini, bersaglio di pesanti attacchi sessisti comparsi su Facebook. La dirigente ha reso pubblico l’episodio con un messaggio video fermo e diretto sui canali social personali, spiegando di aver scelto di denunciare immediatamente quanto accaduto. Tra gli insulti rivolti alla presidente, frasi come «butt…», «vedova» e «non sei manco di Canicattì».
«Sono attacchi sessisti e vergognosi – ha detto - insulti che non meritano nemmeno di essere ripetuti, ma che devono essere denunciati. Le forze dell’ordine sono già state allertate». Nobile ha sottolineato la gravità dei commenti ricevuti evidenziando che tali attacchi gli arriverebbero dal Comune di Canicattì, la città dove da alcuni giorni c'è un clima pesante dopo la denuncia del sindaco Vincenzo Corbo, che ne ha chiesto le dimissioni per le nuove modalità del servizio autobotti private introdotto proprio da Aica.
La presidente ha spiegato di aver pubblicato solo una parte dei messaggi: «Non sono tutti i commenti ad essere stati inseriti perché alcuni sono proprio vergognosi per chi li ha scritti e ho deciso, volutamente, di escluderli». Nobile nel suo intervento video di quasi cinque minuti ha ribadito con particolare fermezza che non intende lasciar correre: «Il silenzio non è una risposta e chi pensa di poter fare questo impunemente si sbaglia di grosso».
«Piena solidarietà» a Nobile arriva dalla deputata di Forza Italia all’Ars e sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo. «La mia vicinanza a Danila Nobile – afferma – vuole essere anche un messaggio di incoraggiamento a tutte le donne che subiscono violenza verbale o discriminazioni: non bisogna mai tacere, ma denunciare e pretendere rispetto. Solo così potremo costruire una comunità più giusta e civile».
Le indagini puntano ora a identificare gli autori dei messaggi offensivi ed è in corso una verifica dei contenuti inseriti nella piattaforma social.
La tensione a Canicattì era cominciata dopo le proteste dei cittadini per le difficoltà di approvvigionamento idrico, seguite dalle nuove disposizioni del gestore di applicare nuove regole sul trasporto di acqua tramite autobotti private a partire dal prossimo 9 maggio. Il primo cittadino aveva accusato il cda di Aica, e in particolare la presidente, di avere adottato scelte senza tenere conto dei sindaci e dei Comuni, che sono soci dell'azienda consortile.
Nobile aveva replicato con fermezza, sostenendo di operare nel rispetto della legge, dei regolamenti e dei principi di trasparenza, tracciabilità, sicurezza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche. A fare degenerare la situazione è la determinazione assunta dal gestore del servizio idrico integrato che le utenze non regolarmente contrattualizzate (a Canicattì sono tante), o non conformi, non possono essere approvvigionate attraverso meccanismi estranei al perimetro normativo.