Il caso
I video intimi di Chiara Poggi, la difesa del fratello Marco e Sempio via dopo 4 ore dalla procura: cosa succede ora a Garlasco
Sempio lascia la Procura di Pavia avvalendosi della facoltà di non rispondere: perizia genetica, "impronta 33" e chat al centro dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi
Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi a Garlasco, ha lasciato in auto la Procura di Pavia, dove nella mattinata di oggi, mercoledì 6 maggio, era stato convocato per un interrogatorio. Come annunciato dai suoi difensori, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, il 38enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.
“Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo, si avvarrà della facoltà di non rispondere”, avevano anticipato ieri i legali, riservandosi eventualmente di chiedere un confronto al termine dell’istruttoria.
All’uscita, scortato da una berlina con sirena, Sempio non ha rilasciato dichiarazioni.
Sempio è al momento l’unico indagato, non più in concorso con Alberto Stasi né con ignoti, per l’uccisione della ventiseienne, colpita almeno 12 volte con un’arma non ancora individuata, dopo il presunto rifiuto a sue avances.
Tra gli elementi agli atti, la perizia genetica secondo cui il Dna maschile rilevato sotto le unghie della vittima è compatibile con la linea paterna dell’indagato; la genetista Denise Albani ha precisato che non è possibile stabilire se tale traccia derivi da contatto diretto o da trasferimento indiretto.
Gli inquirenti attribuiscono inoltre a chi ha agito l’“impronta 33”, impressa sulla scala dove Chiara Poggi fu nuovamente colpita alla testa; per i consulenti della difesa, quell’impronta non è riconducibile a Sempio.
La Procura pavese non ha ancora indicato il nuovo orario del decesso, rivisto rispetto a quanto fissato in sede di Cassazione, per la mattina del 13 agosto 2007.
Gli investigatori sembrano non ritenere credibile l’alibi legato a uno scontrino di un parcheggio di Vigevano e sarebbero orientati, a sostegno del movente, a inserire nella chiusura indagini anche numerose chat firmate “Andreas”, dalle quali emergerebbe un “ossessione” per una giovane. La difesa sostiene che si tratti di una barista e non della vittima, sorella dell’amico Marco Poggi.
Proprio Marco Poggi è stato ascoltato oggi per circa due ore come testimone nell’inchiesta che vede indagato Sempio. Il fratello di Chiara ha confermato la sua versione e ha difeso l’amico: non avrebbe mai visto i video intimi tra Chiara e il fidanzato Alberto Stasi presenti nel computer di casa Poggi, al quale l’allora diciannovenne e Sempio avevano libero accesso.
Davanti ai pm, il 37enne ha contestato l’ipotizzato movente — l’infatuazione dell’indagato per la vittima — e ha ribadito l’assenza di rapporti tra i due. Ha risposto con serenità e sicurezza, riaffermando l’innocenza di Sempio anche a fronte della perizia genetica e della cosiddetta impronta 33 che la Procura attribuisce all’indagato; la sua convinzione non è venuta meno neppure di fronte a frasi o interpretazioni ritenute ambigue.