Paternò
Case popolari, arriva il nuovo bando: graduatorie aggiornate dopo 30 anni
I commissari straordinari provano a rimettere ordine nell'edilizia agevolata: punteggi per reddito e condizioni abitative. Resta però il nodo degli alloggi mai completati in corso Marco Polo
A Paternò si continua con l’operazione “risanamento” tentando di mettere ordine lì dove fino ad oggi ha regnato il caos. In quest’attività rientra la nuova disposizione dei commissari straordinari, relativa alle case popolari presenti in città. La novità riguarda un bando di concorso per l’assegnazione degli immobili di proprietà di Comune e Iacp.
Un bando pubblicato qualche giorno fa e che ha fatto scattare un grande interesse, visto le tante, numerose esigenze di molte famiglie che avrebbero diritto ad un immobile a costi calmierati. Un bando che colma un’assenza vecchia di decenni. Basti pensare che l’ultimo elenco è vecchio di circa 30 anni, in coincidenza con gli ultimi alloggi realizzati in zona Ardizzone. Purtroppo va evidenziato che non vi sono nuovi alloggi popolari da assegnare. Il bando si riferisce a quelli già esistenti e per i quali si può pensare ad una nuova assegnazione se, per motivi vari, il precedente titolare ha perso il diritto di occuparlo o se l’alloggio è occupato abusivamente.
Nuovi alloggi potrebbero però esserci. Su questo fronte è grave quanto continua ad accadere in corso Marco Polo, dove la realizzazione di circa 30 alloggi popolari è ferma da più di due anni. Finanziati con i “Contratti di quartiere”, i lavori si sono fermati durante la sindacatura Naso per intoppi di natura burocratica (pare che le somme non erano sufficienti a completare gli interventi e l’azienda ha chiesto una variante non accolta), senza più ripartire.
Ritornando al bando, è possibile verificarne i requisiti scaricandolo dal sito del Comune di Paternò. Tra i requisiti richiesti c’è quello di avere un reddito annuo complessivo, di tutto il nucleo familiare, non superiore a poco più di 18mila euro.
Certo, lascia perplessa la parte del bando relativa ai punteggi da assegnare ai richiedenti rispetto al luogo in cui abitano. Ci sembra difficile che vi sia gente che oggi abiti, così come si legge nel bando, in “baracche, stalle, grotte e caverne, sotterranei, centri di raccolta, dormitori pubblici o comunque in ogni altro locale procurato a titolo precario”.