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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 09:43
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Libero consorzio

Scarichi tossici e limiti superati: stangata ambientale sui depuratori della provincia

Quattro distinti provvedimenti sanzionatori certificano il mancato rispetto dei parametri tabellari in diversi impianti

07 Maggio 2026, 05:45

05:50

Scarichi tossici e limiti superati: stangata ambientale sui depuratori della provincia

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Mancanza di autorizzazioni e valori fuori scala, scattano sanzioni per quasi 20mila euro a carico dei Comuni che gestiscono altrettanti depuratori.

A firmare i provvedimenti è stato il Libero consorzio, competente sulle violazioni di tipo ambientale. La prima riguarda un controllo fatto nel marzo del 2022 durante il quale è emerso il superamento dei limiti per solidi sospesi, azoto ammoniacale e odore. La sanzione ammonta a 3.000 euro.

Un secondo provvedimento scaturisce da ispezioni dell'8 e 9 aprile 2022 che hanno rilevato la scadenza dell’autorizzazione allo scarico e lo sforamento dei solidi sospesi. In questo caso la sanzione complessiva è di 9.000 euro.

Un terzo provvedimento fa riferimento a un sopralluogo del 26 aprile 2022. Anche qui le contestazioni riguardano l’assenza di autorizzazione valida e il superamento dei parametri per i solidi sospesi, con una sanzione prevista di 9.000 euro.

Un ultimo controllo risale al 24 e 25 maggio 2022. Le irregolarità riguardano la gestione dei rifiuti prodotti dallo stesso impianto di depurazione, con registrazioni antecedenti alla vidimazione dei registri, la mancata piantumazione arborea e l’omissione degli autocontrolli da ottobre 2021. La sanzione totale irrogata è di 3.260 euro.

Le difese presentate dai sono basate su vizi procedurali o difficoltà economiche legate al passaggio del servizio idrico. Le obiezioni non sono state però ritenute non valide da parte del Libero consorzio, che ha quindi confermato integralmente le sanzioni.

L’Amministrazione in particolare ha confermato la validità degli accertamenti tecnici eseguiti dall'ARPA, ribadendo l'obbligo del rispetto dei limiti tabellari e delle prescrizioni autorizzative per la tutela dei corpi ricettori e l’assenza di possibili giustificazioni rispetto alla mancata applicazione delle regole previste.

Ma chi sono i colpevoli? Non è dato sapersi: il Libero consorzio ha pesantemente omissato tutti gli atti nonostante i “pizzicati” siano stati verosimilmente dei Comuni e il gestore del servizio idrico.