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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 14:30
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sicurezza

Uffici postali Catania, assalti agli ATM e chiusure: «La situazione è fuori controllo»

Il sindacato Slp Cisl lancia l'allarme: assalti sempre più frequenti agli sportelli di Poste Italiane, lavoratori allo stremo e cittadini senza servizi

07 Maggio 2026, 14:30

A Catania gli uffici postali sotto assedio, «Situazione fuori controllo»

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Continua l’emergenza sicurezza negli uffici postali della provincia di Catania. Una situazione ormai divenuta davvero allarmante, dopo i continui episodi che si sono registrati negli ultimi mesi. E quando si colpisce un ufficio postale, a farne le spese è un’intera comunità, visto il ruolo finanziario e sociale che ricopre Poste Italiane, ossia la più grande azienda del nostro paese.

Esprimiamo forte preoccupazione, afferma il segretario provinciale Slp Cisl Poste Catania, Carlotta Grasso, per la gravissima escalation di atti criminosi che sta colpendo gli uffici postali della nostra provincia. Ormai, con cadenza quasi costante, si registrano assalti agli ATM postali, mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi. Con devastanti conseguenze, per le strutture, per i servizi e soprattutto per la sicurezza di lavoratori e cittadini”.

Un fenomeno ormai fuori da ogni controllo e che non può essere più sottovalutato. “Le esplosioni, continua la sindacalista, provocano danni ingenti agli uffici postali, agli immobili circostanti e alle infrastrutture pubbliche, generando paura, disagi e una crescente insicurezza nelle comunità interessate. A pagarne le conseguenze, sono i dipendenti postali, costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili, e i cittadini-clienti, che sono privati di servizi essenziali anche per lunghi periodi”.

“La provincia di Catania, appare ormai costantemente presa di mira. Tra eventi criminosi, lavori di ristrutturazione legati al progetto Polis e numerose chiusure che si protraggono da mesi, se non da anni. Quanto sta accadendo nei territori di Grammichele, Aci San Filippo, Zia Lisa, Canalicchio, Via Dottor Consoli, San Giovanni Galermo, Ficarazzi, Santa Maria Ammalati e in molte altre realtà della provincia, dimostra chiaramente che non si tratta più di episodi isolati, ma di una vera emergenza sicurezza e organizzativa”.

Problemi di una gravità assoluta e non più differibili. “Le chiusure degli uffici e il mancato ripristino degli ATM, che in alcuni casi richiedono mesi e talvolta non avviene affatto - aggiunge Carlotta Grasso - stanno determinando enormi criticità operative. I clienti vengono dirottati verso altri uffici postali già in sofferenza, con lunghe attese e forti disagi. Al tempo stesso, il personale continua ad operare in condizioni di forte carenza di organico.

Gli sportellisti sono sempre meno e spesso costretti a continui spostamenti tra i diversi comuni della provincia, diventando di fatto lavoratori “pendolari”, aggravando una situazione già estremamente compromessa. A ciò, si aggiungono situazioni particolarmente critiche, come la chiusura definitiva dell’ufficio di Pozzillo, la chiusura dell’ufficio di Piano D’Api per problematiche di derattizzazione e il caso emblematico di Caltagirone 1, chiuso da oltre 1 anno e mezzo. Oltre ai casi di pacchi bomba rintracciati al CS, con sempre maggiore frequenza.

Nonostante questa situazione emergenziale, restano invariati gli obiettivi economici produttivi richiesti ai lavoratori, con un evidente aumento delle pressioni sul personale, già fortemente provato dalla carenza di organico e dall’organizzazione sempre più critica del servizio”. Ancora Carlotta Grasso.

“Riteniamo non più rinviabile l’apertura di un confronto urgente, tra Prefettura, istituzioni competenti e Poste Italiane, finalizzato all’individuazione di nuove strategie di prevenzione e tutela, attraverso un potenziamento dei sistemi di sicurezza, maggiori controlli sul territorio e interventi concreti per garantire continuità dei servizi, sicurezza e tutela dei lavoratori. La provincia di Catania, i cittadini, i clienti, e i lavoratori postali non possono più continuare a subire una condizione tanto grave e insostenibile. Necessario intervenire con urgenza, prima che questa situazione degeneri ulteriormente”.