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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 05:30
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L'udienza

L’omicidio di Santo Re, la sorella durante il processo: «Mio fratello chiese aiuto»

Rivissuti in aula i tragici momenti dell'accoltellamento di Ognina avvenuto un anno fa

07 Maggio 2026, 00:49

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L’omicidio di Santo Re, la sorella durante il processo «Mio fratello chiese aiuto»

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Un’altra udienza. Un altro colpo al cuore per i familiari di Santo Re, massacrato a coltellate dal posteggiatore abusivo Akhabue Innocent, il 30 maggio dell’anno scorso. Nell’aula Serafino Famà sono stati ascoltati alcuni testimoni che hanno ripercorso quella giornata maledetta. Re lavorava nelle cucine della pasticceria Quaranta assieme al padre. Quel giorno aveva finito il turno e stava portando il pranzo alla giovane compagna, che lo aspettava con la figlia di pochi mesi. Santo non è mai arrivato dalla sua famiglia. Mentre cercava di riprendere l’auto ha incontrato il posteggiatore abusivo, conosciuto da tutti come Obama, che lo ha colpito con un coltello.

Sul banco dei testimoni, citati dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto Fabio Platania, la coppia presente ai fatti e la sorella della vittima. «Ho visto il sangue nella maglietta, aveva il coltello nelle mani», ha detto la ragazza che ha assistito all’aggressione assieme al fidanzato.

Giovanna Re, sorella di Santo, ha raccontato i momenti più terribili. Il pasticciere ferito si è rifugiato nel locale di piazza Mancini Battaglia. «Ho visto mio fratello aprire la porta e mi ha detto ti prego aiutami. Si è accasciato davanti a me. Mi ha detto che era stato Obama», ha spiegato guardando i giudici della Corte D'Assise. Santo purtroppo non è riuscito a salvarsi ed è morto. Ora i familiari (la compagna assistita dall’avvocato Alessandro Coco e gli altri parenti dall’avvocato Salvatore Leotta) chiedono giustizia. Nella prossima udienza l’esame dei consulenti medico legali.