la sentenza
Palermo, condannati architetto e radiologo per aver favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro
La rete del superlatitante e i guai giudiziari per coloro i quali per anni hanno permesso la sua fuga
La Corte d’appello di Palermo ha inflitto all’architetto Massimo Gentile una pena di 8 anni e sei mesi per associazione mafiosa, riducendo i 10 anni decisi in primo grado. Confermata invece la condanna a 8 anni per il tecnico di radiologia Cosimo Leone, ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa, identica a quella già pronunciata nel precedente grado di giudizio.
I due erano stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sulla rete di fiancheggiatori che ha protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro.
Secondo i pubblici ministeri Gianluca De Leo e Piero Padova, Gentile avrebbe prestato la propria identità al boss ricercato, permettendogli di acquistare un’automobile e una motocicletta. Leone, invece, si sarebbe occupato dell’assistenza al capomafia, già gravemente malato, durante un ricovero all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo, all’inizio di novembre 2020, quando fu sottoposto a un primo intervento chirurgico.