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Zen, il diktat dei figli sui social blocca il mercato: scooter tra gli stand per celebrare il funerale del boss
L'ordine su Facebook e le intimidazioni ai commercianti: la denuncia del metodo mafioso
Una dimostrazione di forza in pieno stile criminale. Oggi in via Luigi Einaudi il mercato rionale dello Zen non ha aperto i battenti per un ordine impartito sui social dai figli di un esponente di rilievo del quartiere e ribadito sul campo da una squadriglia di giovani a bordo di scooter.
Tutto è iniziato con un messaggio pubblicato su Facebook da Veronica e Beppe Barone, figli di Carmelo Barone, 64enne deceduto nei giorni scorsi. «Giovedì mattina si terranno i funerali di nostro padre», recitava il post. «Ci scusiamo con le persone del mercato, ma essendo che nostro padre è molto amato e conosciuto, non si fa il mercato. Fatelo girare in modo che arrivi a tutti».
L'invito social si è trasformato in minaccia reale all'alba di oggi. Un gruppo di giovani a bordo di motorini ha pattugliato via Luigi Einaudi, avvicinandosi ai mercatari che stavano iniziando a scaricare la merce. Con fare intimidatorio, il gruppo ha imposto lo stop immediato: «Oggi non si monta». Di fronte alla pressione e al clima di tensione, gli ambulanti hanno desistito, lasciando l’area deserta.
A denunciare il caso erano stati il deputato regionale siciliano e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, e i consiglieri comunali del gruppo Oso, Giulia Argiroffi e Ugo Forello. «Un’imposizione con metodo mafioso - avevano detto i tre - che si è poi configurata nell’effettivo divieto ai commercianti di montare il proprio gazebo per il mercato». Sull'accaduto è arrivata la condanna di Giuliano Forzinetti, assessore alle Attività produttive: «Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto oggi al mercatino rionale dello Zen, dove gli operatori economici sono stati costretti a non svolgere la propria attività, con gravissime ripercussioni economiche e sociali per decine di famiglie che vivono quotidianamente del proprio lavoro. A seguito delle segnalazioni emerse, mi sono recato personalmente sul posto per riscontrare direttamente quanto segnalato».
La figura di Carmelo Barone era nota alle cronache giudiziarie e alle forze dell'ordine. Imputato nel processo nato dall’operazione antimafia "Bivio", Barone era considerato un personaggio di peso nelle dinamiche dello Zen. Il suo curriculum contava precedenti per furti, rapine e porto abusivo di armi clandestine.
Nel 2020 era stato protagonista di un violento conflitto a fuoco proprio tra via Bianchini e via Einaudi, la stessa zona del mercato bloccato oggi, scontrandosi con i fratelli Letterio e Pietro Maranzano. Una sparatoria in pieno giorno che solo per un caso fortuito
Nonostante i precedenti e il clima di intimidazione che ha preceduto le esequie, i funerali si sono svolti con una partecipazione massiccia. Il feretro è stato portato a spalla tra le vie del quartiere, tenuto alto sopra le teste dei presenti. La cerimonia è stata accompagnata da lancio di palloncini bianchi verso il cielo e lo sparo di fuochi d'artificio.