BRONTE
Svolta al pronto soccorso, arriva una nuova primaria
A Bronte la dottoressa Valentina Gelardi è la nuova primaria del pronto soccorso: un arrivo che porta sollievo a un reparto cronicamente sotto organico, ma la carenza di medici resta una sfida
Arriva un nuovo primario al pronto soccorso di Bronte, dopo che il dottor Giuseppe Roccasalva, 66 anni, è andato in pensione dopo oltre 25 anni di servizio (al pronto soccorso dal 2020). In sua sostituzione, è arrivata la dottoressa Valentina Gelardi, 47 anni, laureata in Chirurgia, con diverse specializzazioni legate all’emergenza. Dall’1 maggio, la dottoressa Gelardi è la responsabile del servizio di Medicina e Chirurgia d’Urgenza e di Accettazione nel presidio ospedaliero di Bronte.
Un piccolo passo avanti per il nosocomio di zona, che ultimamente ha sofferto più di altri la mancanza di medici, e il “no” di tanti medici lontani, che rifiutano di venire a lavorare qui, scegliendo ospedali di Catania, o più attrezzati rispetto a Bronte. La dorttoressa Gelardi, arriva a Bronte dopo esperienze negli ospedali di Gela, Avola, Noto, Paternò, e ultimamente al Garibaldi di Catania, oltre alle ambulanze del 118. Diventa responsabile in un momento in cui al pronto soccorso ci sono tre medici effettivi in servizio, oltre uno a scavalco, e un altro che dovrebbe arrivare a breve per coprire alcuni turni. Con questi numeri, è impossibile coprire i turni lavorativi e per questo a loro si affiancano anche i medici di Medicina e Chirurgia. Un piccolo miglioramento che fa ben sperare per il futuro.
Finora, infatti, nessun medico aveva lasciato Catania, o altri ospedali come Paternò o Biancavilla per arrivare a Bronte. Anzi, in molti casi è stato il contrario, come per la Ginecologia trasferita a Biancavilla, o l’Ortopedia con i medici dirottati altrove, e con solo l’ambulatorio che apre un giorno alla settimana con un afflusso enorme di pazienti. Nell’Asp c’è una difficoltà a trovare medici. Basti pensare che tra i medici di base, a fronte di 30 posti messi a bando, solo un terzo sono stati coperti, lasciando molte zone scoperte.