Il caso
Paura e rabbia tra i commercianti di un centro storico sotto scacco
A Gela continua la scia di furti con spaccate. Insorgono le associazioni di categoria, il sindaco incontrerà il prefetto
Paura e sconforto tra gli operatori economici per i continui furti con spaccate ai danni delle loro attività: c'è chi pensa che dietro ci sia la mano di soggetti dediti alla droga e chi ritiene invece che si tratta di avvertimenti legati alle estorsioni. Si contano ben 14 episodi nell'arco degli ultimi due mesi, gran parte dei quali al centro storico. Anche gli ultimi due la notte scorsa: colpiti due noti locali pubblici entrambi in centro e poco distanti tra loro, il Byte di corso Vittorio Emanuele e “Comu si chiama” di via Cairoli. In entrambi i casi la tecnica è quella del furto con spaccata.
La procura di Gela e le forze dell'ordine, negli scorsi mesi, hanno individuato e arrestato i responsabili di alcune spaccate. C'è però chi continua ad agire e la paura cresce tra le vittime, insieme alla rabbia. Per il sindaco Di Stefano, che la prossima settimana incontrerà il Prefetto di Caltanissetta, "si tratta di atti inaccettabili che, oltre al danno materiale ed economico, generano forte preoccupazione tra i commercianti, i quali quotidianamente affrontano con sacrificio e senso di responsabilità le difficoltà del momento per portare avanti le proprie attività. Ma questi episodi, seppur gravi, restano fatti isolati".
Non la pensa così il segretario regionale di PeR Miguel Donegani. "La mia preoccupazione - dice - è che dietro queste spaccate possa esserci un ritorno di dinamiche legate alle intimidazioni e alle richieste di pizzo con azioni preventive che servono da avvertimento verso i commercianti".
Le associazioni di categoria si ribellano e lanciano un appello forte alle istituzioni: chiedono più controlli, un rafforzamento delle forze dell'ordine (e anche la polizia municipale deve fare la sua parte) perché nessun commerciante viva con la paura.