beni culturali
Biglietteria e accoglienza, il maxi bando finisce sotto esame: Aditus denuncia «conti fuori equilibrio»
Nel ricorso depositato al Tar vengono contestate stime economiche, commissioni bancarie non considerate e ricavi ritenuti calcolati in modo incompleto. La gara resta sospesa dopo una vicenda già segnata dai rilievi dell’Anac
«Un Piano economico finanziario (Pef) strutturalmente in perdita», con tutto quello che ne deriva in termini di convenienza per un’impresa che vuole partecipare alla gara; e di legittimità giuridico-amministrativa del bando stesso. È per questa ragione che Aditus ha impugnato, dinanzi al Tar, il bando di gara «per l’affidamento della gestione integrata dei servizi al pubblico (biglietteria, assistenza culturale e ospitalità) dei siti del Parco archeologico». L’udienza si è svolta mercoledì e si attende il pronunciamento della terza sezione del Tar Catania.
Ancora uno scoglio, insomma, in questa vicenda dei servizi aggiuntivi del Parco, messi a gara in questo bando milionario già ritirato la prima volta, per i rilievi mossi dall’Anac sul modello contrattuale dei lavoratori, e poi ripresentato dalla Centrale unica di committenza. Scaduti i termini della presentazione delle offerte a fine marzo, non è scattata mai l’ora dell’apertura delle stesse e nemmeno quella della nomina della commissione. La stazione appaltante attende l’esito del ricorso per riprendere l’iter di gara.
Le parti hanno discusso il merito del ricorso e i giudici si sono ritirati in decisione. Aditus, in sostanza, ha ravvisato criticità nel bando tali da rendere difficile la sua stessa partecipazione alla gara. Diverse le censure. Le principali riguardano il Pef che, secondo il ricorrente, non sarebbe in equilibrio. Conterrebbe «una macroscopica sottostima dei costi di gestione del Parco».
Allegata c’è una perizia tecnico-contabile di 25 pagine. Tra le cose che non prevede il Pef, secondo la ricorrente, ci sono le commissioni bancarie. Sarebbe stato un errore indicare nella voce entrate l’aggio (la parte del biglietto che spetta al concessionario), quando in realtà la somma da tenere in considerazione – sempre secondo Aditus – sarebbe stata più ampia, ossia il cosiddetto prezzo facciale del biglietto. In pratica, nel Pef viene inserito per 4 anni un complessivo di 6 milioni di euro (aggio), mentre il giro di somme calcolato dal ricorrente è di 42 milioni di euro. Sui quali si devono pagare le commissioni: perché una percentuale ampia di persone acquista con carta, ma anche sul contante vanno previste le spese di custodia e trasporto e il pagamento delle imprese che lo fanno. «Nessun imprenditore si imbarca in un’attività di gestione in perdita – secondo Aditus – A meno di comprimere i costi di: personale, qualità ecc. Fornendo un servizio peggiore». A giorni il pronunciamento dei giudici amministrativi.