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Clima

Aprile 2026 tra i più caldi di sempre: oceani bollenti, Artico ai minimi e nuovi eventi estremi

Il rapporto del Copernicus Climate Change Service conferma il trend del riscaldamento globale: temperature sopra la media, ghiaccio marino in ritirata e anomalie meteorologiche diffuse tra Europa, Asia e Medio Oriente

08 Maggio 2026, 07:53

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Aprile 2026 tra i più caldi di sempre: oceani bollenti, Artico ai minimi e nuovi eventi estremi

Il riscaldamento globale continua a mostrare segnali sempre più evidenti. Aprile 2026 è stato il terzo aprile più caldo mai registrato a livello mondiale, con temperature marine vicine ai massimi storici, ghiaccio artico ai minimi stagionali e una crescente frequenza di eventi meteorologici estremi in diverse aree del pianeta. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Copernicus Climate Change Service (C3S), il programma europeo sul monitoraggio climatico implementato dal European Centre for Medium-Range Weather Forecasts.

«Aprile 2026 ha contribuito al chiaro segnale di un riscaldamento globale sostenuto. Le temperature superficiali del mare sono state vicine a livelli record, con ondate di calore marine diffuse, il ghiaccio marino artico è rimasto ben al di sotto della media e l’Europa ha registrato forti contrasti di temperatura e precipitazioni: tutti segni distintivi di un clima sempre più caratterizzato da condizioni estreme», ha spiegato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima dell’ECMWF.

Secondo i dati diffusi da Copernicus, la temperatura media globale dell’aria superficiale ha raggiunto i 14,89 gradi, un valore superiore di 0,52 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Ancora più significativo il confronto con l’epoca preindustriale: aprile 2026 si è attestato a +1,43 gradi rispetto ai livelli 1850-1900, soglia di riferimento per gli obiettivi fissati dagli accordi internazionali sul clima.

Meglio di aprile 2026, nella serie storica, hanno fatto soltanto aprile 2024 e aprile 2025, confermando una sequenza di anni eccezionalmente caldi.

A spingere ulteriormente le temperature globali contribuisce anche l’evoluzione del fenomeno El Niño, atteso in rafforzamento nei prossimi mesi. Gli oceani extrapolari hanno infatti registrato le seconde temperature superficiali più elevate mai osservate, con valori record soprattutto nell’area tropicale del Pacifico e diffuse ondate di calore marine.

Anche l’Europa mostra segnali evidenti di instabilità climatica. La temperatura media continentale di aprile è stata di 8,88 gradi, pari a 0,50 gradi sopra la media climatica, facendo di aprile 2026 il decimo più caldo mai registrato sul continente. Dietro questo dato medio, tuttavia, si nascondono forti differenze regionali: l’Europa sud-occidentale ha vissuto condizioni eccezionalmente miti, mentre le regioni orientali hanno registrato valori inferiori alla norma.

Particolarmente significativo il dato della Spagna, dove è stato registrato l’aprile più caldo di sempre.

Il rapporto evidenzia inoltre il persistente arretramento del ghiaccio polare. Nell’Artico, l’estensione del ghiaccio marino è risultata la seconda più bassa mai osservata per il mese di aprile, confermando una tendenza che dura dall’inizio dell’anno.

Ma a preoccupare non sono soltanto i numeri. Aprile è stato segnato anche da una lunga serie di eventi meteorologici estremi in diverse aree del mondo: cicloni tropicali nel Pacifico, siccità diffusa nell’Africa australe e gravi inondazioni tra Medio Oriente e Asia centro-meridionale.

Piogge torrenziali e alluvioni improvvise hanno colpito la penisola arabica e diversi Paesi della regione, tra cui Iran, Afghanistan, Saudi Arabia e Syria, dove frane e allagamenti hanno provocato vittime e ingenti danni.

Il quadro delineato dagli esperti europei conferma dunque una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico non si misura più soltanto nei record di temperatura, ma nella crescente frequenza e intensità degli eventi estremi che colpiscono, con sempre maggiore regolarità, ogni area del pianeta.