l'anniversario
Il Papa ai giovani di Pompei: «Abbiate fiducia in chi si prende cura di voi»
Nel discorso al santuario il Pontefice richiama l’impegno educativo e sociale delle comunità ecclesiali e invita a sostenere le nuove generazioni nei percorsi di crescita
Nel giorno che segna il primo anniversario della sua elezione, Papa Leone XIV ha scelto il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei come prima tappa della sua visita in Campania, culminata nel pomeriggio con il trasferimento a Napoli. Una giornata scandita da preghiera, incontri e un forte richiamo alla figura di San Bartolo Longo.
Accolto all’arrivo in elicottero poco dopo le 8.50 dalle autorità civili ed ecclesiastiche, tra cui l’arcivescovo prelato e delegato pontificio monsignor Tommaso Caputo e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il Pontefice ha subito incontrato le realtà di carità del santuario, soffermandosi con persone provenienti da contesti di fragilità sociale.
La visita si è poi concentrata sul cuore spirituale del complesso mariano, con la preghiera davanti al Santissimo e il passaggio nella cappella dedicata a San Bartolo Longo, fondatore del santuario e figura centrale della devozione pompeiana, da lui stesso canonizzato lo scorso 19 ottobre a Piazza San Pietro.
Il discorso: “La carità rende possibile ogni opera”
Nel suo intervento, Papa Leone ha richiamato le origini della missione di Longo a Pompei, ricordando le condizioni difficili in cui nacque l’opera del santuario.
«Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da pochi contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti», ha detto il Pontefice. «Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo: nei grandi e nei piccoli, e in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati».
Il Papa ha sottolineato come la forza del fondatore fosse nella capacità di credere nel cambiamento attraverso l’amore: «A chi gli diceva che quei giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l’amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive».
Richiamando l’eredità spirituale del santuario, Leone XIV ha ribadito il ruolo centrale della preghiera: «Alla base di tutto c’è il Santo Rosario, posto simbolicamente a fondamento del santuario e della città. È il motore nascosto che rende possibile tutto il resto. Raccomando di tenere viva e diffondere questa antica e bellissima devozione».
L’appello ai fedeli e ai giovani
Nel finale del discorso, il Pontefice ha rivolto un invito diretto a sacerdoti, religiosi, educatori e volontari impegnati nelle opere del santuario, incoraggiandoli a essere «uomini e donne di preghiera», capaci di riflettere la luce di Dio e di accompagnare la crescita delle nuove generazioni.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai più giovani: «A voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi si prende cura della vostra crescita».
La visita prosegue a Napoli
Dopo la celebrazione della Messa e la tradizionale supplica alla Madonna del Rosario, la visita è proseguita nel pomeriggio a Napoli, dove il Papa ha incontrato il clero in cattedrale e successivamente i fedeli in piazza del Plebiscito.
La giornata pompeiana si è così chiusa nel segno di un forte richiamo alla dimensione sociale e spirituale del cristianesimo, intrecciando memoria storica, devozione mariana e attenzione alle fragilità contemporanee.