la contesa
Trapani, Antonini si rivolge alla Corte dei Conti contro il Comune: dal Palashark alle partecipate, danno erariale da 25 milioni
Non si fa attendere la piccante risposta del sindaco Tranchida: «Dagli annunci social ha deciso di rivolgersi come è giusto alle sedi giudiziarie»
L'imprenditore romano Valerio Antonini annuncia di aver presentato un esposto alla Corte dei Conti contro Palazzo D'Alì, sindaco, Giunta, funzionari apicali, e Tranchida replica con un "finalmente": «Prendo atto che dagli annunci social ha deciso di rivolgersi come è giusto alle sedi giudiziarie dove però finora mi pare non abbia vinto una sola causa contro il Comune». Tornano quindi le polemiche accese tra i due.
Il patron Antonini denuncerebbe un danno erariale da 25 milioni di euro: «Il mio team di legali - rilancia in alcune interviste tv - ha indicato una per una le malefatte, ma dico da adesso che i danni li chiederò a Tranchida e ai dirigenti, non alle casse del Comune. Io mi candido a sindaco volendo portare denaro alla città, non togliendo risorse». Ma è possibile eleggere a sindaco chi ha contenziosi aperti col Comune? Risponde Tranchida: «Non sono giurista, ma la contraddizione mi pare evidente».
L’esposto Antonini lo spiega a voce: punta il dito contro i vertici del Comune «per un ingente danno erariale» derivante dalla revoca della concessione all'uso del Pala Daidone alla Trapani Shark, all’affidamento di un incarico legale per un parere pro veritate a due professionisti romani, «con tanto di parere contrario del Collegio dei revisori dei conti», dalla mancata approvazione dei documenti contabili comunali all'aumento delle indennità per gli amministratori. Danni derivanti a suo dire dai conti «deficitari» delle partecipate, Atm, Trapani Servizi e Luglio Musicale. Il patron ha deciso di rivolgersi alla Corte dei Conti, dice, anche per evidenziare i rischi di soccombenza del Comune in tutte le cause da lui intentate.
Tranchida parla di «presunto esposto» e ironicamente commenta: «Alzo bandiera bianca, perché personalmente non sarò nelle condizioni eventualmente, in caso di presunta condanna o danno di rispondere di 25 milioni di euro. Anche perché notoriamente non faccio attività commerciali, professionali, imprenditoriali che mi consentono di avere questa disponibilità finanziaria. Né, penso sarà noto agli organi inquirenti, sono un narcotrafficante, né uno che commercia in armi, né tanto meno svolgo la professione nobile di commercio di qualsivoglia prodotto a livello internazionale per il quale possa fare fatturati e utili, su ogni campo, dai vini, ai cereali, tanto per fare un esempio, che mi possono consentire questi utili».
Il 14 maggio il Cga si pronuncerà sulla sospensiva negata dal Tar alla Trapani Shark per lo sfratto dal Pala Daidone.
