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amministrative 2026

Manifesto elettorale di Ida Cuffaro lasciato su una panchina rossa: «Il significato fa rabbrividire, denuncio»

A Raffadali, piccolo Comune dell'Agrigentino, la nipote di Totò e Silvio, sindaco uscente, è candidata. La solidarietà di La Vardera

08 Maggio 2026, 10:54

Manifesto elettorale di Ida Cuffaro lasciato su una panchina rossa: «Il significato fa rabbrividire, denuncio»

Un manifesto elettorale della candidata a sindaco di Raffadali Ida Cuffaro, è stato posizionato su una "panchina rossa", simbolo delle vittime dei femminicidi in piazza Progresso, nel centro del piccolo comune dell'agrigentino.

A raccontarlo sui social è la stessa Cuffaro, che annuncia di volersi rivolgere alle forze dell'ordine per tentare di fare chiarezza sulla vicenda. "Avreste potuto buttarlo a terra, strapparlo, portarlo ovunque invece no, avete deciso di appenderlo e annodarlo a quella panchina il cui significato è chiaro, profondo e fa rabbrividire - dice Cuffaro -. Purtroppo questo quadro è esattamente in linea con quello che sento e vedo nelle ultime settimane contro di me e la mia famiglia, approfondiremo prima di puntare il dito contro qualcuno, intanto provvederò immediatamente ad una denuncia contro ignoti solo per lasciare traccia di questo scempio e spero vivamente che qualche telecamera vi abbia ripresi così da poterci rivedere dove la legge vi darà la lezione che meritate".

Ida Cuffaro è la figlia di Giuseppe Cuffaro, imprenditore nel settore dell'autotrasporto, nipote di Totò e di Silvio, sindaco uscente e dirigente regionale. Contro la sua candidatura il centrosinistra si schiera compatto e cala pure l'asso Ismaele La Vardera, deputato regionale di Controcorrente, designato vicesindaco dalla candidata del Pd Sabrina Mangione.

«Io e la dinastia Cuffaro, siamo lontani anni luce dal modo di vivere e interpretare la politica - è il commento di La Vardera alla denuncia di oggi - Ma quanto accaduto con il manifesto della candidata sindaca, Ida Cuffaro, non è accettabile. Le intimidazioni non hanno colori politici e spero che la candidata non si lasci intimidire, ma anzi affronti con forza questo fenomeno affinché gli enti preposti trovino i responsabili di questo gesto vile. La democrazia non si può e non si deve fermare e Ida deve andare avanti nella sua campagna elettorale per questa ragione ha tutta la mia solidarietà».