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Supplica a Pompei, il Papa invoca una “pace disarmata” per il mondo
Durante la celebrazione in piazza Bartolo Longo, Leone XIV ha guidato la preghiera davanti a migliaia di fedeli nel cuore della città mariana
Una giornata di forte valore simbolico per la città mariana e per la Chiesa universale. Oggi, 8 maggio 2026, Papa Leone XIV ha visitato il santuario di Pompei in occasione della tradizionale Supplica alla Vergine del Rosario, nel giorno esatto del primo anniversario della sua elezione al soglio pontificio.
La ricorrenza lega idealmente l'inizio e il primo anno del pontificato di Robert Francis Prevost alla città mariana: già nel giorno della sua elezione, affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni di San Pietro, il Pontefice aveva richiamato proprio l'8 maggio e la Supplica composta da Bartolo Longo, fondatore del santuario.
L'arrivo e l'accoglienza
Il Papa è giunto a Pompei in elicottero poco dopo le 8:50, accolto dalle autorità civili ed ecclesiastiche, tra cui il delegato pontificio monsignor Tommaso Caputo e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Fin dai primi momenti della visita, Leone XIV ha mostrato grande vicinanza ai fedeli, chiedendo più volte di fermarsi lungo il tragitto in golf cart verso il santuario per benedire e accarezzare i bambini presenti.
«Che bella giornata, quante benedizioni, io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al santuario nel giorno della supplica e di questo anniversario», ha detto a braccio il Pontefice, visibilmente emozionato.
L'incontro con i più fragili
All'interno del complesso mariano, il Papa ha incontrato le realtà di carità nella Sala Luisa Trapani, soffermandosi con persone provenienti da contesti di fragilità sociale, tra cui orfani e figli di detenuti. Un momento di forte impatto umano che ha aperto la visita nel segno della prossimità.
Successivamente, Leone XIV si è recato nel cuore spirituale del santuario per la preghiera davanti al Santissimo e per la visita alla cappella dedicata a San Bartolo Longo, canonizzato lo scorso 19 ottobre.
Nel suo discorso, il Pontefice ha ripercorso le origini della missione del fondatore di Pompei, ricordando una terra un tempo segnata da povertà, malaria e disagio sociale. Longo, ha sottolineato il Papa, seppe riconoscere «il volto di Cristo nei più piccoli e negli ultimi», opponendo alla rassegnazione la forza della carità.
«L'amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e solo la carità assicura vittorie certe e definitive», ha ricordato Leone XIV citando l'esperienza del santo.
Il Rosario e l'appello alla pace
Il Pontefice ha poi ribadito il ruolo centrale del Santo Rosario, definito “motore nascosto” dell'opera di Pompei e della vita cristiana. Rivolgendosi a sacerdoti, religiosi, volontari ed educatori, li ha esortati a essere “uomini e donne di preghiera”, capaci di testimoniare la fede nella vita quotidiana.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai giovani, invitati a nutrire fiducia in chi si prende cura della loro crescita.
Alle 10:30, in una piazza gremita di fedeli, si è svolta la celebrazione culminata con la recita della Supplica alla Vergine del Rosario. In quel contesto, il Papa ha invocato una “pace disarmata” per i conflitti che attraversano il mondo.
Il proseguimento a Napoli
Dopo il pranzo comunitario a Pompei, la visita è proseguita nel pomeriggio a Napoli, dove il Pontefice ha incontrato il clero in cattedrale e successivamente i fedeli in piazza del Plebiscito, chiudendo una giornata segnata da forte partecipazione popolare e significato spirituale.