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l'inchiesta

Le Moleskine di Sempio agli atti: «Molta ansia», «Stasi ha chiesto la riapertura»

Nelle agende sequestrate dagli investigatori compaiono appunti sugli sviluppi giudiziari del caso Poggi e riferimenti alle iniziative processuali dell’ex fidanzato della vittima

08 Maggio 2026, 12:19

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Le Moleskine di Sempio agli atti: «Molta ansia», «Stasi ha chiesto la riapertura»

Nuovi elementi emergono dalla riapertura dell'inchiesta sul delitto di Garlasco. Negli atti dell'indagine appena chiusa dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio – ritenuto dagli inquirenti il responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi – compaiono ora anche gli appunti personali contenuti in alcune Moleskine sequestrate al 38enne, annotazioni che, secondo gli investigatori, mostrerebbero attenzione e preoccupazione per gli sviluppi giudiziari legati ad Alberto Stasi.

Tra le frasi riportate nell'informativa dei carabinieri compaiono annotazioni come «Molta ansia - 2 archiviazioni», «Stasi ha chiesto la riapertura», «mamma in panico per la cosa di Stasi» e «Stasi ricorso in Cassazione». Gli appunti risalgono al periodo compreso tra il 2019 e il 2021 e, secondo gli investigatori, farebbero emergere «un certo interesse all'iter processuale che riguarda Stasi».

Le annotazioni coincidono con passaggi giudiziari realmente avvenuti. Nel giugno 2020, infatti, Stasicondannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della fidanzata – attraverso i suoi legali aveva presentato una richiesta formale di revisione del processo, portando nuovi elementi investigativi, tra cui approfondimenti su impronte e Dna, e indicando proprio Sempio come possibile autore del delitto.

Negli appunti successivi, Sempio annota: «Archiviato ancora», poi «Stasi ricorso in Cassazione» e infine «Stasi no Cassazione», seguendo passo dopo passo l'evoluzione del procedimento. Un dettaglio che, per gli inquirenti, contribuirebbe a delineare uno stato di forte apprensione rispetto all'ipotesi di una riapertura del caso.

Ma nelle Moleskine, secondo quanto emerge dagli atti, non ci sarebbero soltanto riferimenti processuali. Gli investigatori hanno segnalato anche annotazioni relative a sogni violenti. In alcuni passaggi, si legge negli atti, Sempio si descriverebbe come protagonista di scene aggressive: «sogna che accoltella delle persone» oppure «sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia».

Nell'informativa vengono inoltre citate attività di navigazione online considerate rilevanti dagli investigatori, con ricerche legate a temi come satanismo, omicidi, assassini seriali, predatori sessuali, violenza sulle donne, cadaveri, decapitazioni ed esami autoptici. Elementi che la Procura considera parte del quadro indiziario costruito nell'ultimo anno di accertamenti.

La Procura di Pavia ha notificato a Sempio l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, contestandogli l'omicidio volontario aggravato da crudeltà e motivi abietti. L'atto rappresenta il passaggio che precede l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Parallelamente, gli atti raccolti saranno trasmessi alla Procura generale di Milano per valutare una possibile revisione del processo che nel 2015 portò alla condanna definitiva di Stasi.

A quasi vent'anni dal delitto di Garlasco, il caso che ha segnato la cronaca giudiziaria italiana torna così a riaprirsi su fronti che sembravano ormai definitivi.