Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
9 maggio 2026 - Aggiornato alle 01:53
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Nessuna effrazione a fini intimidatori nell'ufficio di La Vardera, i responsabili sono gli addetti alle pulizie

Il 5 marzo sono stati trovati filtri di sigaretta elettronica su una spilla con l'immagine di Falcone e Borsellino. Il deputato denunciò. Oggi rilancia: «Voglio sapere chi è»

08 Maggio 2026, 16:34

16:40

Ismaele La Vardera, deputato regionale siciliano

Nessuna effrazione a fini intimidatori nell’ufficio all’Assemblea regionale siciliana del deputato e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, lo scorso 5 marzo. I filtri di sigaretta elettronica rinvenuti sopra una spilla con le immagini di Falcone e Borsellino, che il parlamentare indossa spesso, sarebbero stati lasciati dal personale delle pulizie. Lo apprende l’ANSA da fonti investigative.

Gli inquirenti hanno ascoltato diversi testimoni ed esaminato le immagini delle telecamere installate nel Palazzo, accertando che nessun estraneo sarebbe entrato nella stanza. Sull’episodio la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. Dopo la segnalazione di La Vardera, la Polizia scientifica e la Digos sono rimaste per oltre tre ore a Palazzo dei Normanni per eseguire rilievi alla ricerca di impronte e di altri elementi utili. Il deputato si era detto sorpreso dal ritrovamento dei mozziconi e dal loro posizionamento sulla spilla, anche perché nessuno del suo staff utilizza sigarette elettroniche.

“Mi chiedo come mai non abbia ricevuto comunicazioni di rassicurazione da fonti ufficiali – dice il deputato La Vardera –. Inoltre è chiaro che nella mia situazione, non posso e non devo lasciare nulla al caso e segnalare così come mi è stato detto ogni singola anomalia. E due cicche di sigarette sulla spilla di Falcone e Borsellino dentro il mio ufficio non possono che esserlo”.

“Aggiungo che chiederò ufficialmente all’Ars di sapere chi è questo dipendente che ha deciso di fumare due sigarette e di lasciarle proprio su quella spilletta – prosegue – perché ritengo sia ancora più grave sapere che ci sono dipendenti che si permettono di fare un gesto simile all’interno del mio ufficio e soprattutto perché se il gesto era in buona fede, non sono venuti a scusarsi dopo aver avvisato prima la sicurezza dell’Ars e poi le forze dell’ordine? Oggi a maggior ragione voglio vederci chiaro fino in fondo”.