l'allarme
Venerdì notte, intorno alle 3, il silenzio del centro cittadino è stato squarciato dalle fiamme. Un raid incendiario, rapido e spietato, ha ridotto in cenere sei automobili parcheggiate lungo la centrale via Vittorio Emanuele, seminando il panico tra i residenti svegliati dal fumo e dalle esplosioni degli pneumatici.
L’azione, immortalata dai sistemi di videosorveglianza, porta la firma inequivocabile del dolo. I piromani, infatti, non avevano fatto i conti con i numerosi obiettivi delle telecamere presenti nella zona che, invece, i carabinieri intervenuti hanno subito esaminato. Proprio dalle immagini dei filmati, i militari hanno ricostruito gli eventi e individuato diversi soggetti in tuta bianca monouso con il volto coperto, che hanno appiccato il fuoco, lasciando sul posto una tanica a chiara firma della natura intenzionale dell’atto.
Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Intanto in paese l’inquietudine cresce esponenzialmente, in quanto quello della scorsa notte non è un episodio isolato. Meno di venti giorni fa, un’azione fotocopia aveva già colpito la stessa via, delineando quello che sembra essere un vero e proprio piano, che suggerisce un messaggio preciso. Troppe le analogie tra i due eventi, dall’orario agli obiettivi. Anche in quel caso furono colpite in piena notte più auto in sosta ravvicinata. Il sospetto è che dietro entrambi i roghi ci sia la stessa mano. E il giorno dopo l’incendio, l’immagine dello scheletro delle auto divorate dalle fiamme, rende l’idea della tragedia sfiorata. L’intervento dei vigili del fuoco di Paternò ha limitato i danni alle sole auto. Obiettivo mancato il vicino distributore di bevande e tabacchi. Si registra solo un ferito, che ha riportato ustioni alle braccia nel tentativo di domare le fiamme davanti la sua abitazione.
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