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il caso

Il Comune condannato ad un altro risarcimento

Strage del depuratore di Mineo: seconda sentenza civile, ma l'Ente in dissesto anche stavolta fa appello

08 Maggio 2026, 19:30

19:31

Il Comune condannato ad un altro risarcimento

Dopo la prima sentenza risarcitoria, arriva una pronuncia “gemella” a carico del Comune per la strage del depuratore in cui, l’11 giugno del 2008, per via delle micidiali esalazioni tossiche sprigionatesi dentro la grande vasca, trovarono la morte sei persone: 4 dipendenti comunali e 2 operai della ditta incaricata delle operazioni di espurgo.

E anche stavolta il Comune, ormai in dissesto, ha proposto appello. Si prolunga, quindi, pure la seconda causa risarcitoria, che riguarda i familiari di Salvatore Pulici, uno degli addetti al depuratore fra le vittime di una tragedia immane, che ha segnato profondamente l’intera comunità. E che continua a rappresentare una ferita aperta per quanti hanno perso i propri cari.

Il giudice unico del Tribunale di Caltagirone, Francesca Lizzio, accogliendo la richiesta della vedova e dei due figli, rappresentati dall’avvocata Giacoma Taccia, ha condannato il Comune a pagare, a ciascuno, 391mila euro, per una somma totale di poco inferiore a 1,2 milioni meno i 45mila euro eventualmente già corrisposti come provvisionale. Con il proprio appello, il Comune chiede, in via pregiudiziale e cautelare, la sospensione della provvisoria esecutorietà della sentenza e, nel merito (udienza il 14 settembre), contesta le conclusioni del giudizio di 1° grado, domandando la riforma della pronuncia e/o, in subordine, la rideterminazione del quantum risarcitorio. Le due impugnate condanne al risarcimento dei danni potrebbero essere solo le prime di una lunga serie, visto che analoghi giudizi sono in corso. “Date le condizioni di dissesto - spiega il sindaco Giuseppe Mistretta - ho richiesto un intervento economico straordinario a Stato e Regione, che è l’unica strada per contemperare il diritto dei familiari a un giusto risarcimento con l’esigenza della comunità menenina di non essere oltremodo penalizzata da cause milionarie che abbiamo ereditato.”