mobilitazione
La notizia della possibile chiusura del convento dei Frati Minori Cappuccini e del conseguente addio dei tre religiosi, tra cui l’attuale parroco fra Emanuele Artale, ha innescato una reazione corale e appassionata della comunità giarrese. Una petizione digitale contro la paventata chiusura del convento dei frati Cappuccini di Giarre, un luogo di culto e spiritualità con radici profonde nella comunità giarrese.
Fondato oltre 100 anni fa, il convento del Carmine ha svolto un ruolo significativo nella vita religiosa e sociale di Giarre, diventando un punto di riferimento. «Questo luogo sacro - si legge nella petizione digitale - non è solo un edificio di preghiera, ma un centro di spiritualità e carità che ha sostenuto e continua a sostenere persone di tutte le età attraverso difficili momenti della vita».
Sull’ipotesi della chiusura del convento giarrese, nei giorni scorsi è sceso in campo anche il sindaco Leo Cantarella, che incontrerà nei prossimi giorni fra Salvatore Zagone, nuovo ministro provinciale dei frati minori Cappuccini di Sicilia. Nella petizione digitale lanciata sui social si rappresenta che «il convento ha offerto supporto spirituale e materiale, fornendo un senso di appartenenza e conforto a chi ne ha avuto bisogno. La chiusura di questo sito storico potrebbe comportare non solo il trasferimento dei frati che hanno significativamente contribuito alla crescita spirituale della nostra comunità, ma anche la perdita irreversibile di un simbolo di fede e cultura. Una perdita che colpirebbe non solo i parrocchiani, ma l’intera cittadina che si sente profondamente legata a questo simbolo di aggregazione e solidarietà».
Nel frattempo è stata lanciata anche una petizione civica, cartacea, promossa dal comitato parrocchiale “Per la non chiusura del convento”, supportata dal sindaco Cantarella.
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