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la storia

L'influencer Chantalle di "Gomorra" creata con l'IA: così i nuovi padrini fanno proseliti sui social

Con 50mila follower e oltre un milione di views, il personaggio che non esiste nella realtà incanta il web con racconti di mariti carcerati e abiti griffati. Ma dietro il personaggio fittizio si nasconde un'ombra inquietante: gli inquirenti ipotizzano una rete di propaganda criminale. Indaga l'antimafia

08 Maggio 2026, 21:36

21:40

L'Influencer Chantalle di "Gomorra" creata con l'IA: così i nuovi padrini fanno proseliti sui social

«Hanno carcerato nuovamente mio marito. Ora vi cuntu 'u fattu». Inizia così l'intervento di Chantalle, una influencer che dice di essere una siracusana, che da anni vive a Catania.

Un vero e proprio fenomeno, seguito da 50mila follower e con oltre un milione di visualizzazioni.

Esprimendosi con un'inflessione volutamente catanese, Chantalle si propone sui social con una pettinatura sempre curata, vestiti griffati, vantando parenti invischiati nella criminalità, figli con l'ossessione dei vestiti di marca, e collegandosi da un'abitazione arredata di tutto punto e con grande ed ostentato lusso. Le sue dirette richiamano lo stile di vita della fiction Gomorra e ciò ha attirato una marea di persone che interagiscono con quel profilo social.

L'influencer condivide, con la vasta piattaforma di seguaci, le vicende della sua famiglia, i litigi, le disavventure e le scene di vita di tutti i giorni. I suoi video sono diventati virali e sono in centinaia ogni giorno a postare commenti, porre domande, esprimere persino complimenti mentre c'è chi la adora e si dichiara innamorato. La stragrande maggioranza dei follower, però, non sa che Chantalle, nella realtà, non esiste. È stata generata dall'intelligenza artificiale.

Dietro l'account ci sarebbe un creatore di contenuti il quale, attraverso gli strumenti che l'intelligenza artificiale mette a disposizione e che sono di facile uso e diffuso consumo, presenta sul web una versione caricaturale di una famiglia catanese piuttosto problematica. La finzione supera la realtà e l'avatar è stato costruito interamente al computer, proponendo stereotipi culturali amplificati dagli algoritmi con contenuti che confermano immagini semplici, estreme o caricaturali di un gruppo sociale, di una città o di una cultura. Nel caso di Chantalle, il personaggio è stato costruito usando elementi molto riconoscibili e stereotipati associati a una certa rappresentazione di Catania e della Sicilia.

Un vero e proprio fenomeno virtuale che, oltre ad attirare decine di migliaia di follower, ha insospettito gli inquirenti. La Procura distrettuale antimafia di Catania ha avviato le indagini per comprendere meglio chi si celi dietro l'influencer virtuale.

Gli investigatori avrebbero neutralizzato il profilo di Chantalle individuandone un'altra dozzina che offrirebbero, più o meno, gli stessi contenuti ipotizzando che possano essere ricondotti ad ambienti criminali. Una nuova tecnica della mafia per fare «proseliti», o quanto meno accrescere il proprio consenso sociale attraverso i canali più diffusi soprattutto fra i giovani? Da qui a poco potrebbero arrivare importanti novità.