colle temenite
Teatro greco, niente concerti ad agosto: resta aperta la falla normativa
Tramonta definitivamente l’ipotesi di nuovi live pop dentro il monumento siracusano dopo luglio. Confermati Baglioni, Cocciante, Il Volo e Pooh
Tramontata di sicuro ogni ipotesi di concerti pop al Teatro greco a agosto, anche nell’eventualità siano fatti rientrare dentro alle cinque giornate che, per una modifica del 2024 alla legge regionale 2000, vengono concesse ai Comuni per il libero utilizzo dei siti all’interno dei parchi archeologici (previa convenzione e senza pagare il canone concessorio). Confermati invece i concerti già autorizzati dalla commissione Anfiteatro Sicilia, organismo interassessoriale (Turismo e Beni culturali) cui spetta sempre l’ultima parola, e che si svolgeranno tra giugno e luglio. Sono i concerti di: Claudio Baglioni (due serate), Riccardo Cocciante, Il Volo, I Pooh. Sono cinque e, va detto, sforano già il numero di tre che inizialmente sarebbe stato “imposto” dall’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato.
L’evento del celebre tenore Roberto Alagna, francese con origini siracusane, ha una storia a parte. È stato sicuramente autorizzato dalla commissione Anfiteatro Sicilia, ma – a quanto dicono fonti palermitane certe – non rientra tra quelli richiesti dal Comune. Perciò dovrebbe pagare il canone per la concessione d’uso. Va ricordato, infatti, che quello che abbiamo chiamato bug normativo, ossia l’autorità concessa ai Comuni da una norma del 2024 di organizzare cinque eventi al mese dentro i parchi archeologici che rientrano nel loro confine amministrativo, si applica attraverso una convenzione Comune-Parco. Convenzione, nel nostro caso, sottoscritta nel luglio 2025 e rinnovata a marzo di quest’anno, che prevede, tra l’altro, che non si paghi il canone, ma solo le spese sui servizi.
Nel caso del concerto lirico, dopo il sì della Commissione Anfiteatro, si è aperto l’iter concessorio che attiene al Parco archeologico: il direttore contatta il concessionario e richiede tutti i documenti: la tassa pagata, il nullaosta della Soprintendenza ecc., insomma tutto ciò che porta a avere la concessione d’uso. E pare che questo iter si sia inceppato.
Tornando a ciò che attiene all’aspetto pubblico più importante, ossia l’eventuale iper-utilizzo del prezioso e fragile monumento, i concerti saranno dunque cinque. Quella che abbiamo chiamato falla normativa avrebbe potuto prevedere che arrivassero altre cinque richieste dal Comune ad agosto. E pare siano arrivate, le richieste, anche con l’ipotesi di svolgere gli spettacoli al contrario: palco sotto la cavea e spettatori sulla scena, salvaguardando i millenari gradoni. Ma niente: la chiusura, ora è certa. La sovrastruttura che permette lo svolgimento degli spettacoli sarà smontata il primo agosto. Ma il bug esiste comunque: nessuno può garantire per i prossimi anni.