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Borgata di Siracusa

La rabbia dei residenti di piazza Santa Lucia: «Qui Dante avrebbe scritto l’Inferno»

Accoltellamenti, spaccio, panchine distrutte e alberi senza manutenzione che lasciano la piazza al buio. I residenti denunciano paura e abbandono

09 Maggio 2026, 05:49

05:50

La rabbia dei residenti di piazza Santa Lucia: «Qui Dante avrebbe scritto l’Inferno»

Fosse stato borgataro, Dante l’Inferno, forse, l’avrebbe ambientato in piazza Santa Lucia. Lo sostiene Giuseppe, residente, ex professore di Lettere, che cita "Mi ritrovai per una selva oscura / ché la diritta via era smarrita", incipit del canto I ambientato nella terra dei diavoli. La selva oscura c’è, dato che gli alberi mastodontici crescono senza alcuna cura, «oscurando i lampioni e lasciando tutto il perimetro della piazza al buio. Un inferno».

Cinque giorni fa sotto gli alberi si è scatenata una rissa gigante in salsa tunisina – stando alle testimonianze – che ha visto la partecipazione di più persone e culminata in un accoltellamento. Alcuni arredi urbani della piazza sono stati divelti ed utilizzati come armi, col risultato di tre ricoveri in ospedale.

«Io ho pianto di rabbia – racconta Elina – perché questo luogo è di una bellezza infinita, potrebbe essere un paradiso, e invece ha superato in ignominia altre zone un tempo ritenute il Bronx. Siamo la prima piazza di spaccio della città – ammette – Io queste cose le vedo dalla finestra, gli acquirenti sono ragazzini, è terribile».

Gaetano vive qui: «Sono violenze sporadiche, non infangate la Borgata. E poi sono bande di stranieri, si sono presi la piazza». Sottolinea come «queste schifezze stanno deprezzando il mercato delle case».

Per Carmelo le macchine delle forze dell'ordine che passano e non si fermano servono a niente. I vigili invece nessuno li rispetta».

La piazza intanto è sporca, i resti della fiera sostano per giorni. Le panchine sono rotte. Per terra resti di birre. I turisti passano e sorridono sfottenti per gli accumuli di spazzatura nei paraggi. Qualcuno intima al cronista di non rompere le scatole.

A portare un po’ di sollievo ad una piazza martoriata, ancora una volta ci pensano i ragazzini: a tarda sera giovani siracusani e srilankesi giocano insieme a cricket o con volano e racchette, trasformando l'Inferno in una fetta di Purgatorio.