Borgata di Siracusa
La rabbia dei residenti di piazza Santa Lucia: «Qui Dante avrebbe scritto l’Inferno»
Accoltellamenti, spaccio, panchine distrutte e alberi senza manutenzione che lasciano la piazza al buio. I residenti denunciano paura e abbandono
Fosse stato borgataro, Dante l’Inferno, forse, l’avrebbe ambientato in piazza Santa Lucia. Lo sostiene Giuseppe, residente, ex professore di Lettere, che cita "Mi ritrovai per una selva oscura / ché la diritta via era smarrita", incipit del canto I ambientato nella terra dei diavoli. La selva oscura c’è, dato che gli alberi mastodontici crescono senza alcuna cura, «oscurando i lampioni e lasciando tutto il perimetro della piazza al buio. Un inferno».
Cinque giorni fa sotto gli alberi si è scatenata una rissa gigante in salsa tunisina – stando alle testimonianze – che ha visto la partecipazione di più persone e culminata in un accoltellamento. Alcuni arredi urbani della piazza sono stati divelti ed utilizzati come armi, col risultato di tre ricoveri in ospedale.
«Io ho pianto di rabbia – racconta Elina – perché questo luogo è di una bellezza infinita, potrebbe essere un paradiso, e invece ha superato in ignominia altre zone un tempo ritenute il Bronx. Siamo la prima piazza di spaccio della città – ammette – Io queste cose le vedo dalla finestra, gli acquirenti sono ragazzini, è terribile».
Gaetano vive qui: «Sono violenze sporadiche, non infangate la Borgata. E poi sono bande di stranieri, si sono presi la piazza». Sottolinea come «queste schifezze stanno deprezzando il mercato delle case».
Per Carmelo le macchine delle forze dell'ordine che passano e non si fermano servono a niente. I vigili invece nessuno li rispetta».
La piazza intanto è sporca, i resti della fiera sostano per giorni. Le panchine sono rotte. Per terra resti di birre. I turisti passano e sorridono sfottenti per gli accumuli di spazzatura nei paraggi. Qualcuno intima al cronista di non rompere le scatole.
A portare un po’ di sollievo ad una piazza martoriata, ancora una volta ci pensano i ragazzini: a tarda sera giovani siracusani e srilankesi giocano insieme a cricket o con volano e racchette, trasformando l'Inferno in una fetta di Purgatorio.