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Cronaca

Padre e figlia persero la vita in un incidente stradale la scorsa estate, ma la giustizia ancora non arriva

Il caso dei comisani Giuseppe e Martina Ruscica, vittime di un tragico sinistro sulla Gela-Catania all'altezza di Caltagirone

09 Maggio 2026, 00:44

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Padre e figlia persero la vita in un incidente stradale la scorsa estate, ma la giustizia ancora non arriva

Giuseppe e Martina Ruscica

La tragedia avvenuta lo scorso agosto lungo la Gela‑Catania, all’altezza di Caltagirone, continua a far discutere non solo il territorio nisseno ma anche la provincia di Ragusa, perché le due vittime principali, Martina e Giuseppe, erano residenti a Comiso. Un legame che rende la vicenda ancora più sentita e che riporta al centro dell’attenzione la sicurezza di un’arteria stradale da anni considerata tra le più pericolose della Sicilia.

Secondo le ricostruzioni fornite dai testimoni, l’incidente si sarebbe verificato in seguito all’impatto tra due mezzi pesanti, forse durante un sorpasso azzardato. L’utilitaria su cui viaggiavano Martina, 33 anni, e i suoi genitori si trovava dietro uno dei camion e non ha avuto possibilità di evitare lo scontro. Martina e il padre, Giuseppe, 71 anni, sono deceduti sul colpo. La madre, 67 anni, è stata estratta viva e trasferita in elisoccorso al San Marco di Catania, dove è rimasta a lungo in prognosi riservata.

Nello stesso incidente è rimasta coinvolta anche una famiglia di Gela: il padre, 40 anni, è stato ricoverato al Cannizzaro con politrauma, mentre la moglie e il figlio di 10 anni sono stati portati al Gravina di Caltagirone. Il bambino ha riportato ferite giudicate guaribili in trenta giorni.

A otto mesi dai fatti, la Procura di Caltagirone ha incaricato un ingegnere di effettuare una perizia tecnica per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e analizzare tutti i veicoli coinvolti. L’obiettivo è chiarire eventuali responsabilità e verificare se la manovra del conducente del tir abbia avuto un ruolo determinante.

Al momento c’è un solo indagato, un autotrasportatore palermitano di 61 anni, accusato di omicidio stradale plurimo. L’uomo ha precedenti penali e, all’inizio del 2025, è diventata irrevocabile una condanna per lesioni personali stradali, sempre legate a violazioni del codice della strada. Un elemento che la Procura intende approfondire per valutare eventuali profili di recidiva.

La vicenda resta particolarmente sentita a Comiso, dove la comunità continua a seguire con attenzione l’evoluzione dell’inchiesta. La madre di Martina, unica sopravvissuta della famiglia, attende l’esito delle indagini e una risposta giudiziaria che possa fare chiarezza su quanto accaduto. Un’attesa che si intreccia con il dibattito più ampio sulla sicurezza della Gela‑Catania, una strada che da anni registra incidenti gravi e che viene indicata come una delle priorità infrastrutturali da affrontare nel Sud Est siciliano.