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la storia

«Sono vittima dello stalking della mia ex, ho perso tutto». Imprenditore aveva intestato alla donna la casa e l’azienda

Un catanese di 62 anni racconta la sua esperienza. «Mi aveva giurato che mi avrebbe distrutto e lo ha fatto»

09 Maggio 2026, 09:30

09:40

Arresti domiciliari  per l'80enne finito in cella per stalking

Lo stalking è spesso raccontato come una violenza che colpisce le donne, ma esiste una realtà meno visibile che riguarda anche molti uomini. Messaggi ossessivi, pedinamenti, minacce e controllo costante possono trasformare relazioni finite o conoscenze occasionali in esperienze di paura e isolamento. Per vergogna, stereotipi o timore di non essere creduti, molti uomini faticano a denunciare. È il caso di un imprenditore catanese di 62 anni che – dopo avere lasciato la moglie – ha perso tutto: l'azienda, la stabilità economica «ma soprattutto la dignità», dice disperato a La Sicilia.

«Dopo la rottura e un iniziale periodo di convivenza in azienda, sono iniziati i suoi atti persecutori, cominciando a limitare la mia operatività sino al punto da buttarmi fuori, prendersi tutti i soldi, casa e tutto ciò che le avevo intestato, per poi denunciarmi per stalking. Lì è iniziato il mio incubo, ho fatto i domiciliari per tre giorni, per poi andare davanti a un giudice e spiegare le mie ragioni: nei confronti di mia moglie non ho mai messo in atto comportamenti che ledessero la sua libertà. Mi aveva giurato che mi avrebbe distrutto e lo ha fatto. Mi ha addirittura fatto arrestare perché tenevo un'arma di mio nonno come valore affettivo e mi ha denunciato dicendo che con quell'arma, mai utilizzata, la volevo uccidere. Sono ancora sotto processo perché l'odio di questa donna non conosce limiti. L'ho accolta nella mia vita con un figlio disabile che considero mio, le ho intestato un'azienda e tutti i beni che avevo. Quando si ama si ama in due, ma in questo caso io sto subendo atteggiamenti da stalker dalla donna che ho lasciato per un semplice messaggio WhatsApp con un'altra donna».

Lucido, ma stanco, l'imprenditore ha dato mandato ai suoi legali per intraprendere la causa di divorzio. «Mi ha tolto soldi e conti correnti e anche l'amore di mia figlia che non vuole più vedermi. In quell'azienda ho investito tutta la mia vita e lei me l'ha portata via. Non trovo lavoro, sono ospite a casa di mia mamma che è novantenne e nonostante mi sia offerto anche per lavori umilissimi, nessuno a 62 anni mi dà fiducia. Mi ritrovo senza alcun reddito, nessun contributo pensionistico pagato».

«La mia esperienza – riflette l'imprenditore – si differenzia tantissimo dalla realtà che è tanto decantata da parte di tante vittime di uomini violenti. Ben venga il Codice Rosso a loro tutela, ma viceversa quando un uomo viene stalkerizzato chi chiama? Ho le prove da portare davanti al giudice, ma finora non l'ho denunciata. Mi ha rubato il computer, mi ha mandato le foto in cui ero a cena con un'altra persona, mi sta rendendo la vita impossibile. Ho pensato anche allo sciopero della fame perché così non riesco più a vivere. Inoltre, devo anche subire il processo penale con i tempi della giustizia e dimostrare chissà quando di essere io la persona che ha subito gli atti persecutori, a cui è stato levato tutto compresa la dignità, perché un uomo che non può lavorare ed essere indipendente è un senza dignità».