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9 maggio 2026 - Aggiornato alle 09:36
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Agrigento

Consegnato il nuovo depuratore: via al trattamento dei reflui

L’opera completa la rete fognante della fascia tra i fiumi Akragas e Naro

09 Maggio 2026, 09:36

09:40

Consegnato il nuovo depuratore: via al trattamento dei reflui

Un altro importante passaggio agrigentino nel percorso della struttura commissariale nazionale per la depurazione, impegnata nel superamento delle infrazioni comunitarie e nell’adeguamento degli impianti di trattamento delle acque reflue in diversi territori italiani, e in particolare in Sicilia. La consegna del nuovo depuratore di Agrigento segna un passaggio rilevante nel percorso di adeguamento degli impianti di trattamento delle acque reflue nel territorio.

L’opera, basata su tecnologia a membrane e progettata secondo standard europei, è stata formalmente consegnata alla presenza delle autorità locali e dei tecnici della struttura commissariale. Contestualmente è stato consegnato l’intervento relativo al completamento della rete fognante nella fascia costiera di Agrigento, compresa tra la foce del fiume Akragas e quella del fiume Naro. L’opera consente di superare le criticità legate all’inquinamento marino che negli anni hanno interessato il litorale, migliorando la gestione dei reflui e riducendo gli sversamenti non trattati. Un ulteriore intervento riguarda l’adduttore di Favara, anch’esso consegnato nella stessa giornata. L’opera permette di risolvere l’infrazione comunitaria relativa all’agglomerato di Favara, prevedendo la trasformazione dell’impianto esistente, non più conforme alle norme, in una struttura destinata al pretrattamento delle acque reflue.

Le acque così trattate vengono ora convogliate verso il nuovo depuratore, dotato di tecnologie più avanzate e in grado di assicurare un trattamento completo. Il subcommissario Toto Cordaro ha sottolineato come l’impianto sia destinato a operare con criteri aggiornati, garantendo un trattamento conforme alle normative ambientali e una maggiore tutela del contesto naturale circostante. Il costo complessivo dei tre interventi ammonta a 26 milioni di euro.

Le opere interessano un bacino di circa 60 mila abitanti equivalenti e consentono una riduzione dell’infrazione comunitaria stimata in 600 mila euro. L’insieme degli interventi rappresenta un passo significativo nel processo di adeguamento infrastrutturale richiesto dalle normative europee e contribuisce al miglioramento della qualità ambientale del territorio agrigentino.