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Anniversari

Quarantotto anni fa a Cinisi la mafia spegneva la voce di Peppino Impastato

Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise riconobbe Vito Palazzolo colpevole materialmente dell'omicidio e lo condannò a trent'anni di reclusione

09 Maggio 2026, 10:43

10:51

Peppino Impastato

Peppino Impastato

Quarantotto anni fa a Cinisi l'omicidio da parte della mafia di Giuseppe ImpastatoPeppino, come era conosciuto da tutti, era nato il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, da una famiglia legata a Cosa nostra.

Attivista e giornalista, animatore instancabile di iniziative culturali e antimafia, le sue denunce attraverso Radio Out, da lui fondata insieme a un gruppo di amici, diedero fastidio al boss Gaetano Badalamenti, tanto da decretarne la sua morte, mascherandola con un finto attentato dinamitardo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.

Successivamente gli inquirenti parlarono di un possibile suicidio.

Ma nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Giudice consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva concepito e avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emise una sentenza, firmata da Antonino Caponnetto, che aveva sostituito Chinnici dopo la sua morte, in cui si riconobbe la matrice mafiosa del delitto, attribuito però a ignoti.

Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise riconobbe Vito Palazzolo colpevole materialmente dell'omicidio e lo condannò a trent'anni di reclusione.

L'11 aprile 2002, a distanza di quasi 24 anni dal delitto, anche don Tano Badalamenti venne riconosciuto colpevole e condannato all'ergastolo.

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