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9 maggio 2026 - Aggiornato alle 11:55
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il ricorso

Agri-voltaico a Ribera: il TAR condanna la Regione Siciliana per il "silenzio" burocratico

Dopo mesi di stallo, l'ARTA emette il decreto di non assoggettabilità a VIA. La Regione dovrà pagare le spese legali per il ritardo ingiustificato

09 Maggio 2026, 11:09

11:10

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La burocrazia non può e non deve essere un freno allo sviluppo sostenibile. È questo il principio cardine che emerge dalla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, che ha messo fine a un lungo braccio di ferro tra la società Ribera 2 S.r.l. e l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA). Al centro della disputa, la realizzazione di un impianto agri-voltaico nel territorio crispino, rimasto per mesi in un limbo normativo a causa dell’inerzia degli uffici regionali.

Tutto ha inizio quando la società, intenzionata a investire nel settore delle energie rinnovabili integrandole con l'attività agricola, presenta l'istanza per ottenere il decreto di non assoggettabilità a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Nonostante le ripetute diffide e il trascorrere dei termini di legge, dalla Regione giungeva solo il silenzio. Uno stallo ingiustificato che ha spinto l'azienda, difesa dai legali Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, a rivolgersi alla giustizia amministrativa per accertare l'illegittimità di tale comportamento.

È bastata la notifica del ricorso per far sussultare gli uffici dell'ARTA. Solo dopo l’intervento dei giudici, l’Assessorato ha finalmente sbloccato l’iter, emettendo il decreto conclusivo favorevole al progetto. Tuttavia, l’emissione tardiva del provvedimento non è bastata a sanare il vulnus subito dalla società. Gli avvocati hanno infatti insistito sulla condanna dell'ente pubblico per il ritardo accumulato.

Il TAR Sicilia ha accolto la tesi difensiva, evidenziando come l’amministrazione si sia attivata esclusivamente per effetto dell’azione giudiziaria. Sebbene il merito del contendere sia cessato con l'arrivo del decreto, i giudici non hanno risparmiato la Regione: l'amministrazione è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in 1.500 €.

Questa sentenza rappresenta un precedente importante per il territorio: ribadisce che la Pubblica Amministrazione ha il dovere di rispondere con trasparenza e tempestività, garantendo tempi certi a chi sceglie di investire nel futuro energetico della Sicilia.