Caltagirone
Droni, droga e cellulari: sventati quattro “lanci” all’interno del carcere
La polizia penitenziaria ha intercettato un chilo di stupefacenti e diversi cellulari. Fermata anche una violenta rissa
Sventati in pochi giorni, dalla polizia penitenziaria, quattro tentativi di introduzione di droga in carcere con droni, pacchi postali e lanci dall’esterno, e sedata una rissa.
Teatro degli accadimenti la casa circondariale di contrada Noce, a Caltagirone. A renderlo noto è il delegato locale dell’Uspp (Unione sindacati di polizia penitenziaria), Filippo Lo Monaco, che evidenzia «il significativo impegno e la professionalità dimostrati dal personale operante, chiamato quotidianamente ad assicurare il rispetto della legge e la tutela della sicurezza interna, nonostante le persistenti criticità legate alle carenze che investono l’organico e le risorse strumentali».
Nel primo episodio è stata bloccato il tentativo di far entrare in carcere, tramite un drone, un pacco con 300 grammi di hashish e due smartphone. Nel secondo è stato intercettato un drone che trasportava 500 grammi di hashish e uno smartphone. Nel terzo la sostanza stupefacente - 13 stecche di fumo - era stata nascosta nei bordi di un pantalone all’interno di un pacco postale. Nel quarto gli agenti hanno fermato il lancio dall’esterno di un involucro contenente due microcellulari, un caricabatterie e oltre 30 grammi di hashish. Si tratta di un vero e proprio campionario di sistemi diversi attraverso cui far entrare droga in carcere, alimentando così un mercato lucroso.
Infine, il quinto episodio ha riguardato una rissa fra detenuti extracomunitari e italiani, a cui si è posto fine grazie al tempestivo coordinamento del personale di sorveglianza.
Lo Monaco sottolinea come gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere calatino rappresentino «un imprescindibile presidio di legalità e sicurezza». L’Uspp rivolge, altresì, un appello al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sicilia, Maurizio Veneziano, «affinché venga riconosciuto il valore dell’attività svolta dal personale che opera nella casa circondariale di Caltagirone, quotidianamente al lavoro con sforzi non indifferenti per arginare i sempre più sofisticati tentativi di introduzione di materiale illecito mediante strumenti tecnologicamente avanzati, operando in condizioni particolarmente complesse e garantendo, con professionalità e spirito di sacrificio, ordine e continuità operativa».
Infine, anche «l’auspicio che le figure di coordinamento che hanno già prestato servizio nell’istituto possano tornare a far parte dell’organico della struttura al fine di valorizzare competenze ed esperienza maturate sul campo, ritenute essenziali per il mantenimento degli elevati standard di sicurezza e per il contrasto ai fenomeni illeciti riconducibili alla criminalità organizzata».